Restano, ufficialmente, due i candidati a un mese dal voto delle regionali, la politica sangiovannese è ancora in fermento, Longo: «non avrebbe senso spendere tempo».
Mimmo Longo (in foto) rinuncia alla corsa per le elezioni regionali. Con un messaggio affidato ai social, il consigliere comunale annuncia il passo indietro, motivato – ufficialmente – da ragioni legate all’impegno amministrativo.
«Con grande rammarico voglio annunciarvi che ho deciso di non presentarmi alle prossime elezioni regionali. Una decisione difficile, maturata dopo una profonda riflessione. Il ruolo di consigliere comunale richiede tempo, dedizione e senso di responsabilità verso la nostra comunità», scrive Longo.
Una scelta che ridisegna la mappa delle candidature sangiovannesi: restano in campo il vicesindaco Michele Longo (M5s) e Maria Fiore, espressione del Partito Democratico.
Dietro le motivazioni ufficiali – lo «spirito di servizio» e il «ruolo da consigliere comunale» – si intravedono però anche le tensioni politiche che hanno accompagnato fin dall’inizio la possibile candidatura di Longo. Il suo ingresso nella maggioranza Barbano, dopo la rottura con In Formazione e Sinistra in Comune, aveva già generato più di un malumore. Eletto con Forza Italia, Longo ha lasciato gli azzurri per poi approdare all’UDC, scelta che non sarebbe piaciuta nemmeno ai vertici nazionali: secondo indiscrezioni, lo stesso Giuseppe Conte avrebbe espresso perplessità sul suo percorso politico avendo dato il via libera all’ingresso nella compagine amministrativa con l’intesa di prendere le distanze dal centrodestra. L’ex premier non avrebbe gradito l’adesione all’UDC e la candidatura a sostegno del centrodestra pugliese.
Tuttavia, nelle ultime righe del suo post, il consigliere lascia intendere che la decisione sia stata frutto di una valutazione più pragmatica: «L’avrei fatto solo se ci fossero state le opportune condizioni, che – dopo un’attenta analisi – ritengo non sussistere. Pertanto, non avrebbe senso spendere tempo, risorse ed energie».
Un’uscita di scena che chiude il capitolo regionali per Mimmo Longo, ma che lascia intravedere dinamiche ancora in fermento nella politica locale.
















