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WWF Foggia e Guardie Ambientali Italiane chiedono una svolta nella gestione dell’area protetta dopo l’ennesimo incendio: appello alla Procura, più controlli e un piano straordinario.

L’ennesimo incendio che ha colpito l’Oasi Lago Salso, tra Manfredonia e Zapponeta, riporta al centro dell’attenzione le criticità che da anni interessano una delle aree naturalistiche più importanti della Capitanata. Il WWF Foggia esprime «profonda amarezza e indignazione» per quanto accaduto e chiede un cambio di passo nella tutela dell’area, denunciando incendi, trasformazioni abusive del territorio e prelievi d’acqua non adeguatamente controllati.

L’associazione ambientalista sollecita la Procura della Repubblica ad approfondire le segnalazioni già presentate sulle presunte trasformazioni agricole abusive e sulle captazioni illecite di acqua, affinché vengano accertate eventuali responsabilità. Al tempo stesso punta l’attenzione sulla gestione dell’Oasi, chiedendo chiarimenti sul prolungato stato di liquidazione della società che la gestisce e sulle misure di prevenzione adottate prima dell’emergenza incendi.

Per il WWF la prevenzione deve diventare una priorità concreta, attraverso la manutenzione costante delle aree a rischio, la realizzazione di fasce parafuoco e controlli più efficaci. Tra le proposte avanzate figurano il divieto dell’attività venatoria entro mille metri dai confini dell’area protetta per almeno dieci anni, il potenziamento della vigilanza e dei pattugliamenti delle forze dell’ordine, l’installazione di sistemi di videosorveglianza antincendio, il contrasto alle captazioni abusive, l’utilizzo di fototrappole contro l’abbandono dei rifiuti e un piano straordinario di recupero ecologico condiviso con il mondo scientifico e le associazioni ambientaliste.

Sulla vicenda interviene anche Alessandro Manzella, responsabile delle Guardie Ambientali Italiane, che richiama il valore storico e ambientale di Lago Salso. «Ancora incendi, ancora fumo, ancora ettari di natura che vanno in fumo», afferma, ricordando come l’area fosse considerata la seconda zona umida più importante d’Europa, con circa 1.600 ettari di canneti e habitat di straordinario valore per la biodiversità.

Manzella ricorda inoltre il ruolo che l’area ha avuto anche per l’economia del territorio, con la presenza della Daunia Risi, e sostiene che da anni la riserva stia vivendo una fase di progressivo declino. «Difendere Lago Salso significa difendere la nostra storia, il nostro ambiente e il futuro delle prossime generazioni», conclude, ribadendo la necessità di interventi concreti per fermare quella che ormai viene definita una vera emergenza ambientale.

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