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Tre candidati di San Giovanni Rotondo— Mimmo e Michele Longo e Maria Fiore — in lizza, e tensioni nella coalizione Barbano per la divisione, la partita in prospettiva nel Pd.

A San Giovanni Rotondo si accende la competizione per le elezioni regionali: in corsa ci sono tre candidati locali — Maria Fiore (PD), Michele Longo (M5s) e Mimmo Longo (Udc-Lega) — la cui presenza rischia di alimentare tensioni all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Filippo Barbano.

Dopo l’annuncio della candidatura di Maria Fiore, dirigente scolastica ed esponente del Partito Democratico, sono arrivate anche le ufficializzazioni di Michele Longo, attuale vicesindaco, e di Mimmo Longo, ex consigliere di Forza Italia recentemente entrato nella maggioranza comunale, “con spirito di servizio per la città”, dopo la rottura di Barbano con In Formazione e Sinistra in Comune che ha portato anche al cambio di giunta. Una situazione paradossale: due dei tre candidati appartengono alla stessa maggioranza, ma si schierano su fronti opposti. Michele Longo sostiene il centrosinistra guidato da Antonio Decaro, mentre Mimmo Longo corre con il centrodestra a sostegno di Luigi Lobuono. Quest’ultimo, per poter entrare nella coalizione Barbano, ha dovuto abbandonare Forza Italia — il partito con cui era stato eletto a sostegno di Floriana Natale — ed è transitato nell’Udc, dove ha assunto il ruolo di vicecommissario provinciale.

Le strategie dietro le candidature
La scelta del vicesindaco Michele Longo potrebbe essere interpretata come una mossa per non lasciare il campo, nemmeno simbolicamente, a Mimmo Longo nella sfida politica contro il Partito Democratico. Nel frattempo Maria Fiore porta avanti la sua campagna elettorale. La sua candidatura arriva in un momento politicamente delicato per il PD sangiovannese dopo il passo indietro del segretario cittadino Matteo Masciale, inizialmente previsto in corsa per una terza candidatura. Oggi il partito sembra compatto nel sostegno alla dirigente scolastica, moglie dell’ex sindaco Salvatore Mangiacotti e vicina al consigliere comunale e provinciale Giuseppe Mangiacotti, già candidato sindaco con il centrodestra. Un buon risultato per Fiore potrebbe rappresentare anche un’occasione per ricompattare il Partito Democratico in vista delle prossime comunali, dopo la sonora sconfitta subita con Michele Crisetti, così come un flop potrebbe determinare malumori e rotture.

Prospettive e numeri
Fare previsioni realistiche sul risultato dei tre candidati è complesso. La vittoria di Decaro a livello regionale appare scontata, ma resta da capire se San Giovanni Rotondo riuscirà a esprimere un proprio rappresentante in Regione. Alle regionali del 2020, nella circoscrizione di Foggia, furono eletti due esponenti del PD: Raffaele Piemontese, con 21.680 voti, e Paolo Campo, con 4.304 preferenze. Il candidato locale Matteo Masciale, invece, si fermò a 3.365 voti. La soglia per conquistare un seggio viene stimata attorno ai 4.000 voti: un obiettivo non semplice, ma nemmeno fuori portata.

Per il Movimento 5 Stelle locale — al governo della città da un anno — si tratterà anche di una prova di numeri. L’esposizione del vicesindaco Michele Longo potrebbe, di fatto, trasformarsi in una sorta di referendum sulla tenuta della maggioranza cittadina, tanto più considerando la contraddizione politica rappresentata dalla contemporanea candidatura di Mimmo Longo nello schieramento opposto.

In un clima dove alleanze e appartenenze sembrano sempre più fluide, saranno gli elettori a dover riportare ordine nel mosaico politico. Il 2025 potrebbe non essere solo un test per la Regione, ma anche il prologo della prossima sfida a Palazzo San Francesco. Tre candidati, una città e una maggioranza che si guarda allo specchio senza riconoscersi. Sullo sfondo, una Regione da conquistare e una Comunità in cerca di rappresentanza. Il finale lo scriveranno le urne. Si vota domenica 23 novembre e lunedì 24.

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