Il consigliere comunale respinge le accuse di inciuci e spiega il voto a Pasquale Chindamo: «I processi si fanno nelle aule, non sui social». Sull’amministrazione Natale: «È presto per giudicare, ma noi faremo un’opposizione costruttiva».
Nessun patto sottobanco, nessun inciucio e nessun rapporto con la maggioranza di centrodestra. Il consigliere comunale Giuseppe Siena (in foto), candidato sindaco alle scorse elezioni amministrative, respinge con fermezza le ricostruzioni circolate negli ultimi giorni e chiarisce le ragioni che lo hanno portato a votare Pasquale Chindamo come presidente del Consiglio comunale. Siena non lascia spazio a interpretazioni: «Non voglio sentire parlare né di inciuci né di accordi sottobanco». Un voto che, secondo il consigliere, è stato dettato esclusivamente da valutazioni politiche e istituzionali, senza alcun tipo di intesa con la coalizione che sostiene il sindaco Natale.
Più che dalle possibili conseguenze nelle aule giudiziarie della nota diatriba Chindamo-Biancofiore, Siena appare infastidito dal clima che si respira sui social network, dove, a suo dire, si alimentano polemiche e ricostruzioni prive di fondamento. «I processi si fanno nelle aule, vedremo che succede a novembre nelle aule giudiziarie-afferma-. Sento che oggi i social, i profili falsi e le pagine gestite da chi fa politica da anni e che è responsabile del disastro di questa città, non servono alla democrazia».
Alla domanda se esista un accordo politico con la maggioranza, la risposta è netta. «No. Noi pensiamo al bene della città. Anzi, approfitto per dire che non ho alcun rapporto con nessuno della Giunta». Una precisazione che arriva anche in riferimento alle indiscrezioni secondo cui l’assessore Barbano sarebbe stato indicato proprio da Siena e da Cisternino. «Il fratello, tanti anni fa, è stato un collaboratore del mio studio. Tutto qui. Siamo di fronte alla mistificazione e alle bugie», replica il consigliere, smentendo categoricamente qualsiasi coinvolgimento nella composizione dell’esecutivo.
Sui primi passi dell’amministrazione guidata dal sindaco Natale, Siena preferisce mantenere un atteggiamento prudente. «È troppo presto per dare un giudizio. Sono tutti alle prime armi, tranne Maria Mangiacotti, che ha superato ogni record: questa è la quarta volta che ricopre l’incarico di assessore».
Alla domanda se, oggi, il vero avversario politico sia l’amministrazione oppure il resto dell’opposizione, Siena risponde senza esitazioni: «Il nostro avversario è il centrodestra, non certamente le altre forze di opposizione. Ognuno farà il proprio percorso e le proprie valutazioni, ma noi siamo stati eletti per controllare l’operato dell’amministrazione e avanzare proposte nell’interesse della comunità. Le polemiche interne all’opposizione non interessano ai cittadini».
Il consigliere, però, coglie l’occasione per lanciare anche una riflessione politica rivolta a una parte delle minoranze. A suo giudizio, c’è chi non ha ancora compreso che proprio quel modo di fare politica ha contribuito alla sconfitta elettorale. Siena richiama quindi il risultato delle urne, osservando come il consenso ottenuto dalla sua coalizione, sommato a quello di Rifondazione Comunista, dimostri che San Giovanni Rotondo non è una città a trazione di centrodestra. Secondo il consigliere, gli elettori hanno piuttosto espresso un giudizio negativo sulle scelte politiche compiute dal cosiddetto “campo largo”, premiando un’alternativa diversa. «Qualcuno dovrebbe iniziare ad analizzare i numeri e le ragioni della sconfitta, invece di continuare ad attribuire responsabilità ad altri», è il ragionamento che affida all’intervista.
È il solito Giuseppe Siena: misura le parole, le pondera con attenzione, ma quando decide di intervenire non rinuncia ad affondare i colpi e a prendere posizione con chiarezza. Siena fissa i paletti del suo mandato: nessuna intesa con la maggioranza, opposizione senza pregiudizi ma autonoma e la convinzione che, prima di cercare responsabilità altrove, qualcuno debba interrogarsi sulle ragioni della sconfitta elettorale del centrosinistra.

















