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Quasi tutti i partiti della città invitano a partecipare, ma restano le polemiche sulla protesta del personale, Gumirato: “l’eredità era quella di un ospedale che perdeva 23 milioni di euro all’anno”.

Oggi alle ore 17:00, con ritrovo in Piazza dei Martiri, è attesa la manifestazione, fiaccolata,  a sostegno di Casa Sollievo della Sofferenza. Un appuntamento che ha raccolto un’adesione trasversale: quasi tutti i partiti e le liste civiche della città, dal Partito Democratico a Fratelli d’Italia,le associazioni dei commercianti e perfino l’A.N.P.I., hanno invitato pubblicamente alla partecipazione. Sui social il fronte appare compatto, nel motto dei tre moschettieri “tutti per uno, uno per tutti”, con toni che lasciano poco spazio a perplessità o punti di vista alternativi.

Un clima che arriva dopo giorni di tensioni. In occasione degli auguri di Natale, dopo l’intervento del vescovo Moscone, non sono mancati fischi e proteste, tanto che qualcuno ha successivamente preso le distanze dalla mobilitazione. A intervenire è stato anche il direttore generale dell’ospedale, Gino Gumirato, con un video diffuso sui social dopo le proteste, nel quale ha difeso l’operato della direzione, in particolare sul piano economico e degli investimenti.

“La situazione economica la conosciamo – ha dichiarato Gumirato – l’eredità era quella di un ospedale che perdeva 23 milioni di euro all’anno e oggi non perde più. Inoltre sono stati realizzati investimenti clamorosi: 27,5 milioni in ambito cardiologico e oncologico, con tecnologie di avanguardia. Adesso le prospettive sono buone”.

Nonostante le rassicurazioni della direzione, resta però aperto il nodo più delicato: quello dei contratti di lavoro dei circa 2.500 dipendenti. Alla base della mobilitazione c’è infatti la decisione dell’ente di disdire l’attuale contratto collettivo per adottarne uno di tipo privatistico. Una scelta che sindacati e lavoratori giudicano penalizzante e inadeguata, perché “comporterebbe una riduzione delle tutele, tagli agli incentivi e un peggioramento complessivo delle condizioni di lavoro per medici, infermieri e operatori sanitari”.

La fiaccolata di questa sera si presenta dunque come un momento simbolico di sostegno all’ospedale e alla sua missione pensata da San Pio, ma anche come lo sfondo di un confronto ancora aperto tra istituzione, politica e lavoratori, chiamati nei prossimi mesi a trovare un punto di equilibrio tra risanamento economico e diritti occupazionali.

Bang!

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