Protesta dei lavoratori durante la cerimonia natalizia: cori contro i vertici e stato di agitazione proclamato dai sindacati per il deterioramento delle relazioni azienda.
Mattinata tesa a Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale di San Pio, dove lo scambio di auguri per il Natale si è trasformato in una dura contestazione nei confronti dei vertici aziendali da parte dei dipendenti. Nonostante poche ore prima il Consiglio di amministrazione avesse diffuso una nota dal tono distensivo, parlando di “disponibilità al dialogo con i sindacati e di un momento di incontro con le realtà istituzionali del territorio interessate”, il clima durante la cerimonia è apparso tutt’altro che sereno.
Nel corso dell’iniziativa, alcuni lavoratori hanno rivolto slogan durissimi ai dirigenti presenti, tra cui “Andate via buffoni” e “Dimissioni”, manifestando apertamente il proprio dissenso. La contestazione ha di fatto segnato la conclusione anticipata dell’evento, che si è chiuso dopo l’intervento del vescovo, padre Franco Moscone. Nel suo messaggio, il presule ha richiamato il valore della speranza e della responsabilità, invitando a guardare al futuro con spirito costruttivo nonostante le difficoltà. La protesta è proseguita all’esterno della sala, sulle scale, in maniera molto più veemente, quando i vertici sono stati di fatto cacciati, fatti oggetto di critiche e lancio di oggetti.
Alla base della protesta, una situazione che i sindacati definiscono ormai insostenibile. Le Segreterie territoriali di FP CGIL, FP CISL, UIL FPL e FIALS denunciano da tempo un progressivo deterioramento delle relazioni sindacali all’interno dell’azienda. In una posizione congiunta, le organizzazioni sottolineano di essere impegnate “nel tentativo di ricondurre le relazioni sindacali entro un quadro di correttezza, trasparenza e rispetto degli accordi sottoscritti”, ma rilevano al contrario “il costante peggioramento del clima organizzativo, l’assenza di risposte e l’inosservanza di impegni formalizzati dall’Azienda”.
Per queste ragioni, i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione del personale e chiesto contestualmente l’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla legge 146 del 1990. Una decisione che, spiegano, non nasce da singoli episodi o criticità isolate, ma rappresenta “il risultato di un deterioramento progressivo e generalizzato delle relazioni sindacali e del mancato rispetto di impegni formali assunti dall’Azienda”.
La giornata che avrebbe dovuto essere dedicata agli auguri natalizi si è così trasformata in un segnale forte di disagio da parte dei lavoratori.
















