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Come è arrivata dal Salento? «Arrivata accidentalmente.  Ad oggi, non esiste ancora un rimedio efficace. La prevenzione resta l’unica arma».

«La Xylella è arrivata accidentalmente. Probabilmente attraverso il trasporto di merci o, più semplicemente, grazie al turismo che collega il Salento con il Gargano. È bastato un insetto infetto trasportato inconsapevolmente in valigia o in auto per innescare il problema»- dichiara al quotidiano l’Edicola il professor Salvatore Germinara, entomologo dell’Università di Foggia che, al Dipartimento di Agraria, guida un progetto di ricerca con l’obiettivo di capire come contrastare l’avanzata della Xylella senza ricorrere agli antibiotici, vietati in agricoltura.

Dopo anni in cui la Xylella sembrava un problema lontano dal Gargano, confinato nel Salento, ora il batterio che uccide gli ulivi ha fatto la sua comparsa sul Gargano, a Cagnano Varano sono stati infettati una cinquantina di piante. Con la determinazione dirigenziale n. 163 dell’8 ottobre 2025, la Regione ha ufficialmente individuato un nuovo focolaio nel territorio di Cagnano Varano. Le analisi effettuate dal Centro di ricerca “Basile Caramia” di Locorotondo e dal Dipartimento SAFE dell’Università di Foggia hanno confermato la presenza del batterio in 47 piante di olivo, mentre il CNR di Bari ha caratterizzato la sottospecie come pauca, la stessa che ha devastato milioni di ulivi nel Salento. La preoccupazione degli agricoltori è che possa colpire oltre e compromettere le piante di tutto il territorio.

«Stiamo esplorando strategie alternative- spiega il professore Germinara– ma la verità è che, ad oggi, non esiste ancora un rimedio efficace. La prevenzione resta l’unica arma».

Il presidente degli Agronomi di Foggia, Alfonso Mogavero invita alla cautela, «L’infezione del vettore è sicuramente di tipo accidentale e tende ad aggredire soprattutto le zone incolte, abbandonate e non curate. È anche per questo che altre aree importanti di Capitanata non sono state colpite, gli agricoltori hanno mantenuto i loro uliveti puliti e salvaguardati. La differenza la fa la cura».

«Quanto sta succedendo, conferma una volta di più la necessità che il Governo nomini un Commissario straordinario, che abbia a disposizione le risorse e il potere per mettere in atto celermente una serie di azioni, che vanno dal rafforzamento dei progetti della ricerca scientifica, per trovare una soluzione finalmente definitiva al problema, all’attuazione di nuove e più efficaci misure di intervento, anche con l’impiego delle nuove tecnologie, per l’individuazione precoce dei nuovi focolai e il contenimento degli stessi. Noi lo diciamo da anni, ormai. Serve un Commissario straordinario che porti velocità nelle decisioni, immediatezza negli interventi e maggiori risorse, e che riesca a ottenere anche dall’Unione Europea quelle risorse, quell’attenzione e quella collaborazione necessaria a dare una svolta alla lotta contro la Xylella», dichiara in una nota Gennaro Sicolo,  vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani.

Bang!

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