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Xylella, le misure obbligatorie della lotta al vettore. Paolicelli: “Stanziati 5 milioni di euro per supportare Comuni e Province”.

La Regione Puglia rafforza la strategia di contenimento della Xylella con un nuovo provvedimento, le disposizioni, condivise con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani – sezione ANCI Puglia e con le organizzazioni professionali agricole, si inseriscono nella strategia regionale di controllo del vettore. Il provvedimento stabilisce l’obbligo, per agricoltori, proprietari e gestori di terreni pubblici e privati, oltre che per Comuni e Province, di attuare specifiche pratiche agronomiche finalizzate a ridurre la presenza dell’insetto vettore e, di conseguenza, limitare la diffusione del batterio responsabile del disseccamento degli ulivi.

Particolare attenzione viene posta anche alla gestione delle aree pubbliche e degli spazi non coltivati. Per sostenere l’attuazione delle misure previste, la Regione ha stanziato 5 milioni di euro, le risorse serviranno a supportare i Comuni.

“Le lavorazioni agronomiche primaverili rappresentano uno degli strumenti più efficaci per contenere la diffusione della Xylella – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura e allo sviluppo rurale Francesco Paolicelli –. In questa fase dell’anno l’insetto vettore è particolarmente mobile e può contribuire alla propagazione della malattia. Per questo è fondamentale intervenire in modo tempestivo e coordinato”.

“Le risorse stanziate dalla Regione, reintrodotte oggi in favore di tutti i comuni pugliesi – prosegue Paolicelli – serviranno proprio a sostenere questa azione diffusa di prevenzione. A supporto delle attività di controllo sul territorio opereranno anche i Carabinieri Forestali, che verificheranno il rispetto delle misure obbligatorie”.

Le misure previste riguardano lavorazioni superficiali del terreno, tra cui arature, fresature, erpicature e trinciature, che consentono di eliminare le erbe spontanee su cui le forme giovanili dell’insetto vettore completano il proprio ciclo biologico. Nei casi in cui non sia possibile intervenire con mezzi meccanici, come su scarpate, bordi stradali, saranno adottati metodi fisici come il pirodiserbo o l’uso del vapore; solo in caso di impossibilità sarà consentito l’utilizzo di trattamenti diserbanti a basso impatto.

Il provvedimento stabilisce inoltre tempistiche precise per l’esecuzione delle operazioni: dal 25 marzo al 30 aprile 2026 nei Comuni con altitudine media inferiore ai 200 metri sul livello del mare; dal 10 aprile al 15 maggio 2026 nei Comuni con altitudine media superiore ai 200 metri.

Le lavorazioni dovranno essere effettuate non solo dai proprietari e conduttori di terreni agricoli, ma anche dai gestori di superfici pubbliche e private non coltivate, aree verdi, bordi stradali, canali e superfici demaniali.

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