Quattro candidati in campo dopo il commissariamento: coalizioni pronte per una campagna breve ma decisiva.
Salvo sorprese dell’ultimo minuto, dovrebbero essere quattro i candidati alla carica di sindaco della città di San Giovanni Rotondo. A quattro settimane dal voto di fine maggio, si vota il 24 e il 25 maggio, la città si prepara a una campagna elettorale breve ma destinata a essere intensa e, per certi versi, imprevedibile. Le elezioni amministrative arrivano dopo il commissariamento seguito alla caduta dell’amministrazione guidata da Barbano, durata appena 17 mesi: un epilogo che ha lasciato strascichi politici, sia nel campo largo che nel centrodestra, e un clima di diffusa incertezza tra cittadini e forze in campo.
Quattro candidati, due donne e due uomini, si confrontano per la carica di sindaco, offrendo prospettive politiche diverse e contribuendo a definire nuovi equilibri. Rossella Fini rappresenta formalmente il cosiddetto “campo largo”, ma la coalizione nasce già segnata da divisioni interne e da una costruzione non priva di tensioni. Il suo slogan è: “Un cuore che unisce, una città che cresce”. Giuseppe Siena rompe con il Pd, portando con sé parte del partito, e si candida alla guida di una coalizione di civiche riformiste, puntando sulla chiarezza e sulla sua esperienza amministrativa. Il suo slogan è: “Il momento è adesso”. Sul fronte del centrodestra, Floriana Natale si ripresenta con una coalizione rinnovata: sono cinque le liste a sostegno del “Progetto Futuro”, “La forza di guidare. Il coraggio di cambiare” è lo slogan scelto per affrontare questa campagna elettorale. Roberto Cappucci, espressione di Rifondazione Comunista, si colloca fuori dai poli principali, proponendo una linea alternativa e puntando sulla coerenza.
Le liste sono ormai chiuse e, come spesso accade, non sono mancate sorprese: esclusioni eccellenti, candidature dell’ultima ora e qualche malumore trasversale. Elementi che potrebbero incidere quanto, se non più, delle stesse alleanze ufficiali. Il dato politico più evidente resta però la frammentazione. Da un lato, un campo largo che fatica a presentarsi come realmente unitario; dall’altro, un centrodestra che arriva con una parte della classe dirigente rimasta ai margini.
La campagna elettorale si giocherà inevitabilmente su due piani: da una parte la necessità di riconquistare fiducia dopo la fine anticipata della precedente amministrazione; dall’altra la capacità dei candidati di distinguersi in un contesto articolato. Temi come la stabilità amministrativa, la gestione dei servizi e il rilancio economico saranno centrali, ma sarà decisivo anche il tono della competizione: più conflittuale o orientato alla ricomposizione.
















