Agenzia Valerio

La Regione Puglia ha rispettato la legge, ha detto nei giorni scorsi l’assessore Rocco Palese, ma il consigliere regionale del Gruppo Misto non è convinto e parla di “scelta politica sbagliata”.

“Ritengo che alcune scelte politiche decretino la morte dei territori più di quanto riescano a fare la disoccupazione, la ritrazione economica e la mafia messe insieme. E sono convinto che certa politica pugliese, a volte, ci si metta proprio d’impegno per creare difficoltà dove non ce ne sono e a interpretare leggi secondo criteri particolari, a seconda della situazione e non secondo equità”. Si Legge in una nota stampa del Consigliere regionale Antonio Tutolo, Gruppo Misto, e presidente della II Commissione che torna sulla questione dei 6 milioni di euro che sono stati dirottati da Casa Sollievo verso alcune strutture baresi.

“L’Ente Ecclesiastico di San Giovanni Rotondo a fine 2023 ha comunicato alla Regione che non sarebbe stato in grado di raggiungere il tetto di spesa che le era stato assegnato ad inizio anno, per 6 milioni di euro. Quindi la Giunta Regionale, in modo trasparente e nel pieno rispetto del Decreto 95/2011, ha redistribuito quelle risorse”, questa la spiegazione ufficiale dell’assessore alla sanità della Regione Puglia, Rocco Palese.

Spiegazione che non ha convinto il consigliere Antonio Tutolo che  torna sulla questione dei fondi destinati alla sanità di Capitanata con un invito all’assessore Palese a farsi promotore di una revisione della delibera di Giunta, quella che ha dirottato i 6 milioni di euro da Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo verso due strutture sanitarie ecclesiastiche del barese.

“Non si può rispondere ai cittadini di Capitanata – afferma Tutolo -, che sono già svantaggiati dalla ripartizione dei fondi per la spesa sanitaria, che si è rispettata la legge. Perché se poi si va a controllare, anche nel recente passato, vale a dire nel 2021, quando si pose lo stesso problema, con atto di Giunta gli enti privati del sistema sanitario regionale furono considerati equiparati agli enti ecclesiastici, e questo allo scopo di  trasferire di risorse finanziarie verso le case di cura private accreditate, per l’abbattimento delle liste d’attesa per l’anno 2020. operazione di cui di nuovo ha beneficiato l’area di Bari. Dunque, tutto si può quando si vuole. Quei 6 milioni potrebbero essere ridistribuiti in Capitanata, ma è evidente che non c’è la volontà politica di compiere scelte per il proprio territorio di appartenenza (e mi riferisco agli assessori che sono originari della provincia di Foggia), già fortemente penalizzato da uno squilibrio vergognoso che si continua a fondare su dati storici superati, mentre invece io da anni chiedo che i criteri siano aggiornati. Insisto dunque – conclude il consigliere – con la richiesta all’assessore Palese di rivedere con urgenza quella scelta che è assolutamente ingiusta e influirà in negativo sul futuro dei cittadini della provincia di Foggia, che vengono condannati all’abbandono, lo ribadisco, poiché il problema delle liste d’attesa e la drammatica riduzione dei servizi legati alla diagnostica per immagini in generale sono una maledetta realtà in questo territorio. Nel 2024 non è possibile sentire ancora di persone che non ottengono diagnosi in tempi accettabili, che migrano per cercare prestazioni che avrebbero dovuto ricevere qui o che, peggio, rinunciano alle cure”. Conclude Tutolo.

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