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Il cardinal Simoni ha visitato oggi l’ospedale  Casa Sollievo della Sofferenza, insieme ai pellegrini dell’Arcidiocesi di Firenze. 

Al suo arrivo a San Giovanni Rotondo, il porporato 95enne è stato accolto dai dirigenti, dalle suore e dai cappellani che lo hanno accompagnato per un breve percorso: l’ingresso monumentale e le cappelle del secondo e terzo piano, dove si è soffermato per la benedizione ai degenti e agli operatori sanitari. Infine un breve passaggio nell’Unità di Ostetricia e Ginecologia a salutare e benedire le neomamme e i neonati.

Il presbitero Ernest Simoni, ordinato sacerdote nel 1956, fu considerato un “nemico del popolo” dalla dittatura comunista albanese di quegli anni e per questo venne arrestato la notte di Natale del 1963 mentre celebrava messa. Confinato in una cella di isolamento con una condanna di 18 anni, successivamente venne condannato a morte, pena tramutata in 25 anni di lavori forzati nelle miniere di Spac e nelle fogne di Sutari.

In tutti quegli anni di reclusione, privazioni e sofferenza, non ha mai perso la sua fede e non ha mai interrotto il suo ministero sacerdotale celebrando messa di nascosto ogni giorno della sua detenzione, insieme agli altri carcerati.

È stato definitivamente liberato il 5 settembre del 1990 e appena fuori dal carcere ha confermato il perdono dei suoi aguzzini invocando per loro la misericordia di Dio. È stato nominato Cardinale da papa Francesco nel novembre del 2016.  Il papa, nei giorni scorsi, ha citato il cardinale nell’udienza generale come “martire vivente”, ringraziandolo per la sua testimonianza e il servizio alla Chiesa.

Foto e fonte: operapadrepio.it

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