Tra promesse disattese, instabilità e caos amministrativo: la politica locale analizza le cause della crisi.
Dopo mesi di tensioni, cambi di assetti e contrasti interni alla maggioranza, pochi giorni dopo le elezioni regionali e al primo Consiglio comunale, nove consiglieri comunali hanno presentato contestualmente le proprie dimissioni, le forze politiche cittadine commentano i 17 mesi di amministrazione guidata da Filipppo Barbano.
Il segretario del Circolo “Nicola Cisternino” del Partito Democratico, Matteo Masciale, non usa mezzi termini nel giudicare l’operato dell’ex sindaco Barbano: “Barbano ha tentato in ogni modo di restare attaccato alla poltrona, tradendo il mandato popolare e stravolgendo la maggioranza uscita dalle urne. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: promesse disattese, macchina comunale paralizzata e danni enormi alla città. Era un’amministrazione allo sbando, ed è stato giusto porvi fine”.
Il PD, prendendo atto della fine anticipata della consiliatura, ribadisce la volontà di costruire un nuovo percorso amministrativo: “Mentre si chiude il capitolo più buio della recente politica locale, il Partito Democratico ribadisce il proprio impegno a riportare serietà, competenza e rispetto delle istituzioni nella guida della Città”.
Rifondazione Comunista pone l’attenzione su un problema strutturale che, a loro avviso, va oltre la singola esperienza amministrativa: “È innegabile che San Giovanni Rotondo abbia un problema, un serio problema di stabilità politica e amministrativa probabilmente legato alla mancanza di una vera classe dirigente, all’altezza del ruolo, preparata, disponibile all’ascolto e al dialogo”,
Il partito denuncia la mancanza di forze politiche realmente organizzate e capaci di formare e sostenere i propri rappresentanti: “Da moltissimi anni i consiglieri comunali (con rare eccezioni) rappresentano solo sé stessi, non dando conto a nessuno del proprio operato se non agli interessi particolari propri o dei propri ‘grandi elettori’. È qui che nasce il problema”.
Anche Fratelli d’Italia in una nota commenta duramente la fine dell’amministrazione Barbano, parlando di un progetto politico debole fin dall’inizio: “Si trattava di un progetto politico fondato sugli slogan: 17 mesi di caos, 17 mesi di fallimenti.” Il partito sottolinea l’incapacità della maggioranza di garantire stabilità e governare in modo efficace, giudicando inevitabile lo scioglimento.















