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L’Associazione scrive al Commissario Incollingo: “Imprese schiacciate da TARI e IMU al massimo, servono decisioni rapide per evitare fallimenti e perdita di posti di lavoro”.

Un appello urgente per salvare il tessuto produttivo locale. L’Associazione Commercianti di San Giovanni Rotondo, presieduta da Damiano Fiore, ha inviato una lettera al Commissario Straordinario, il dottor Antonio Incollingo, chiedendo l’immediata adozione della “rottamazione quinquies” sui tributi locali, a partire da IMU, TARI e altre imposte comunali.

Nella missiva, l’associazione denuncia una situazione ormai insostenibile per molte attività commerciali. «Le imprese – si legge – pur manifestando la volontà di pagare quanto dovuto, sono bloccate da cartelle esattoriali gonfiate negli anni da interessi, sanzioni e aggio, divenuti sproporzionati rispetto alla reale capacità economica». Un meccanismo che, secondo i commercianti, rischia di trasformarsi in «una spirale senza via d’uscita».

L’Associazione punta il dito anche contro le scelte politiche, ritenute poco attente alle difficoltà del comparto produttivo. In particolare, viene evidenziato come a San Giovanni Rotondo la TARI per le attività produttive sia «circa il doppio» rispetto a quella applicata nel capoluogo provinciale, Foggia, mentre l’IMU risulta fissata all’aliquota massima consentita.

Un livello di imposizione che, secondo i firmatari dell’appello, colloca il Comune «tra i più onerosi del territorio e ben al di sopra della media nazionale», aggravando ulteriormente la già delicata congiuntura economica.

La rottamazione quinquies sui tributi locali – così come delineata dall’Associazione – consentirebbe ai contribuenti di versare esclusivamente l’imposta originaria, eliminando sanzioni, interessi e aggio, con la possibilità di rateizzare il pagamento fino a cinque anni. Una misura considerata «di equilibrio e responsabilità», capace di produrre un doppio effetto positivo: da un lato evitare la chiusura di numerose attività, con pesanti ricadute occupazionali e sociali; dall’altro permettere al Comune di recuperare crediti altrimenti difficilmente esigibili, riducendo il contenzioso e ristabilendo un clima di fiducia tra amministrazione e cittadini.

Con la Legge di Bilancio 2026, la rottamazione dei tributi locali è divenuta una facoltà per i Comuni, che possono deliberarla autonomamente senza una scadenza rigida nazionale, purché venga garantito un termine di almeno 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto per consentire le adesioni.

Proprio alla luce di questa possibilità normativa, l’Associazione Commercianti chiede che San Giovanni Rotondo si muova con tempestività, interpretando la misura come «un segnale concreto e urgente di sostegno al tessuto produttivo locale». Nel concludere la lettera, l’Associazione esprime fiducia nella sensibilità del Commissario Incollingo e si dichiara pronta a collaborare attivamente.

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