L’incontro nasce con l’obiettivo di portare all’attenzione della cittadinanza le criticità della riforma costituzionale della giustizia, nota come “Riforma Nordio.
Mercoledì 21 gennaio 2026, alle ore 18.30, la Biblioteca comunale “Michele Lecce” di San Giovanni Rotondo (Viale Cappuccini n. 16) ospiterà il dibattito pubblico dal titolo “Riforma Nordio. Perché è giusto dire NO”. L’iniziativa è promossa dal costituendo Presidio di Libera San Giovanni Rotondo e dal Comitato GIUSTO DIRE NO, in collaborazione con le associazioni del nascente comitato cittadino per il NO, tra cui ANPI, Legambiente, ACLI, CGIL e Schierarsi.
L’incontro nasce con l’obiettivo di portare all’attenzione della cittadinanza le criticità della riforma costituzionale della giustizia, nota come “Riforma Nordio”, approvata in via definitiva dal Senato il 30 ottobre 2025 e ora sottoposta a referendum costituzionale. Una riforma che, secondo i promotori dell’iniziativa, non affronta i reali problemi del sistema giudiziario – come la durata dei processi o la carenza di risorse – ma interviene in modo profondo e controverso sull’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Il cuore della riforma è rappresentato dalla separazione del Consiglio Superiore della Magistratura in due distinti organi, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, dall’elezione tramite sorteggio dei componenti dei due CSM e dall’istituzione di un’Alta Corte disciplinare. Scelte che, secondo Libera e il Comitato GIUSTO DIRE NO, rischiano di compromettere l’indipendenza della magistratura e di indebolirne la funzione di controllo, introducendo una “grammatica” estranea allo spirito e ai principi della Costituzione.
La storia repubblicana italiana dimostra come la magistratura abbia potuto conseguire risultati fondamentali nella lotta alle mafie e alla corruzione proprio grazie alla sua autonomia e alla libertà di indagare anche sui cosiddetti poteri forti, siano essi politici, economici o finanziari. Le organizzazioni mafiose, infatti, prosperano sulla capacità di intrecciare questi mondi e di beneficiare delle protezioni che ne derivano. Per questo, il contrasto alle mafie passa necessariamente da una magistratura indipendente, non sottoposta a condizionamenti politici, capace di garantire l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.
Secondo i promotori, il rischio concreto è quello di un controllo politico sia sulla magistratura requirente sia su quella giudicante, con una conseguente riduzione delle tutele dei diritti dei cittadini. Un quadro giudicato preoccupante, che rende urgente un confronto pubblico ampio e consapevole.
Al dibattito interverranno Matteo Stella e Mariangela Martina Carbonelli, magistrati del Tribunale di Foggia, Roberta Saracino, avvocata, e Giuliano Sereno, delegato del Coordinamento provinciale di Libera Foggia. A moderare l’incontro sarà Maria Assunta Di Lella, presidente dell’ANPI di San Giovanni Rotondo.
L’iniziativa si propone dunque come un momento di approfondimento e partecipazione democratica, volto a stimolare una riflessione critica e a sottolineare l’importanza di votare NO al referendum costituzionale sulla Riforma Nordio.
















