Il presidente del circolo di Legambiente fa il punto dopo le due giornate dell’ iniziativa di sensibilizzazione promossa a livello nazionale dall’associazione ambientalista.
Il giallo di Legambiente ha colorato il fine settimana della città di San Pio. Sono state numerose le associazioni che hanno aderito all’iniziativa annuale di “Puliamo il Mondo”, oltre a tutte le scolaresche impegnate nella giornata di sabato nel centro storico, circa 700 alunni delle scuole elementari e 400 delle scuole superiori, coinvolti in un gioco di caccia al tesoro che ha permesso di unire la sensibilizzazione ambientale al tema della valorizzazione di piazze e chiese.
«Una battaglia di civiltà e un gesto d’amore per l’ambiente circostante. È questo lo spirito che caratterizza Puliamo il Mondo da 30 anni- dichiara Antonio Tortorelli presidente del circolo sangiovannese. L’iniziativa ha certamente contribuito in questi anni a far crescere la consapevolezza sull’importanza della tutela dell’ambiente, della gestione corretta dei rifiuti e del ruolo dei singoli cittadini per migliorare il decoro degli spazi comuni. Resta però ancora lunga la strada, purtroppo sono tantissimi i rifiuti che vengono abbandonati nei boschi e nelle zone limitrofe alla città. Poi da questa iniziativa emerge un altro problema che è necessario affrontare per il decoro della zona prossima al Santuario di San Pio. I volontari hanno rimosso numerosi rifiuti proprio nella zona vicino alla nuova chiesa di San Pio. Questo significa che è necessario rivedere la gestione dei rifiuti in quella zona. Evidentemente chi consuma pasti a sacco dopo la visita a Padre Pio non trova cestini in quantità sufficiente per non sporcare, come anche è necessario sensibilizzare i pellegrini a non abbandonare rifiuti. Altro elemento, sono le numerose cicche di sigarette e di escrementi di animali presente nel nostro centro storico».
Sono tanti i rifiuti raccolti nelle due giornate, i dati ufficiali arriveranno nei prossimi giorni dopo la raccolta dei numerosi sacchi da parte della Tekra. Ci sono anche elettrodomestici, materiali edili, pneumatici bottiglie di vetro e tanta plastica. È questo il “bottino” inquinato recuperato dai volontari di Legambiente.
















