Il consigliere comunale di opposizione non ha gradito l’accostamento con lo scioglimento per mafia del comune garganico,” Per poco non abbandonavo la sala”,dichiara.
Ieri sera a Monte Sant’Angelo si è svolta la cerimonia per l’inizio delle attività di Monte Sant’Angelo Capitale della cultura della Puglia 2024, decisione presa dalla Regione Puglia dopo la candidatura, non andata a buon fine, di Capitale della Cultura italiana.
Con un lungo post il consigliere di opposizione e candidato sindaco alle scorse elezioni comunali, Felice Scirpoli (in foto), critica l’accostamento con lo scioglimento per mafia del comune, “invito ancora tanti a rileggere quei Decreti, ma a rileggerli bene, per verificare che è stato scritto “scioglimento per presunte infiltrazioni”, precisa.
“Durante la cerimonia di ieri sera non ci sono state sbavature almeno fino a quando alcuni relatori hanno avuto il “coraggio” di parlare di una città che ha conosciuto lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, dando così la possibilità a qualcun altro di dire che … da oggi Monte non è più capitale della mafia ma capitale della cultura. Non ho abbandonato la sala solo perché ritengo che le Istituzioni (i Consiglieri Comunali, in quanto rappresentanti della città, sono Istituzione) non devono lasciarsi andare a scatti d’ira. Al tempo stesso, però, credo che quanto ascoltato (da capitale della mafia a capitale della cultura!) non sia stata un’offesa al sottoscritto: è stata l’offesa ad un’intera comunità. Quando si parla di città della mafia si indicano tutti i cittadini di quella realtà, anche quelli che hanno sempre combattuto, schifato, condannato e lottato contro la mafia .Evidentemente il garbo a rispettare gli altri – non il sottoscritto, ma i cittadini – non è da tutti, se poi ci si trova a parlare in una vetrina così importante. Non vado oltre, ma era mio dovere intervenire, non per me – le mie sofferenze le so ben nascondere (per carattere sono sempre sorridente, anche se questo fa innervosire gli altri) – ma per i miei concittadini, il 99,99% dei quali è gente onesta, seria, di parola, perbene, lavoratrice”. Scrive Scirpoli.
















