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Se la conciliazione fallirà, il sindacato annuncia uno sciopero di più giorni, azioni legali e l’appello alla Regione Puglia.

L’ANMIRS, il sindacato dei medici degli istituti religiosi ospedalieri, ha dichiarato lo stato di agitazione senza scadenza contro la direzione dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. L’associazione denuncia come “scellerata” la decisione dell’ospedale di disdire il contratto dirigenziale vigente per sostituirlo, da marzo 2026, con uno considerato “inadeguato e penalizzante”.

Il segretario nazionale Donato Menichella ha chiesto alla Prefettura di Foggia l’apertura della procedura di conciliazione, passo obbligato prima dello sciopero. L’ANMIRS definisce la scelta dell’ente immotivata e irrispettosa dei sacrifici compiuti dai medici: tagli ai fondi, arretrati ridotti e dilazionati, ore extra non pagate e un surplus di quasi 70mila ore lavorate nel 2024 per sostenere l’ospedale.

Contestato anche il nuovo contratto che la direzione vorrebbe applicare, ritenuto tipico delle cliniche private e quindi inadatto a un IRCCS, oltre che potenzialmente lesivo dei diritti acquisiti e in contrasto con la normativa che equipara il personale degli IRCCS al Servizio sanitario nazionale.

Se la conciliazione fallirà, il sindacato annuncia uno sciopero di più giorni, azioni legali e l’appello alla Regione Puglia perché richiami l’istituto ai propri obblighi. Il clima è incandescente: l’ANMIRS parla di una mobilitazione mai vista, pronta a coinvolgere anche Vaticano e istituzioni nazionali.

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