Agenzia Valerio

Un corteo composto da scolaresche, cittadini e amministratori, dal palco, in Piazza del Duomo, l’intervento conclusivo di don Luigi Ciotti presidente di Libera.

Piazza gremita per la manifestazione organizzata da Libera a Manfredonia sabato scorso, “C’è bisogno di segni, di messaggi importanti e potenti-  ha dichiarato il vescovo Moscone- la città ha bisogno di un buon governo, di sana imprenditoria, di educazione di qualità. Occorre rompere l’alleanza perversa tra politica, economia e socialità segnata dalla mancanza di lavoro e forme di sostentamento. Non manchi il coraggio di denunciare e reagire. Occorre parlare della mafia per sconfiggere questo cancro che ci divora e impoverisce”.

“Siamo qui soprattutto per dire che Manfredonia non è sola. È un momento difficile che dura da molto tempo e che sta inquinando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Quindi dobbiamo fare in modo che i manfredoniani sappiano che lo Stato è presente, la Regione Puglia è presente, che la Chiesa è presente. Le istituzioni locali sono qui, insieme ai sindaci dei comuni vicini. Il passato purtroppo non lo si può cambiare. Quello che possiamo fare è costruire un futuro diverso, con unità”. Lo ha affermato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano

Un corteo formato da scolaresche, cittadini e amministratori, ha attraversato le vie di Manfredonia  per arrivare in piazza Duomo, dal palco l’intervento che ha concluso la manifestazione di don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

“Questa terra può rinascere, la politica deve fare il suo- ha detto don Luigi Ciotti- i giovani devono avere certezze per il lavoro, è la base per la rinascita. Non solo prendere parte, ma sentirsi parte del processo rinnovativo. Il male esiste  e va affrontato e il primo passo è quello di riconoscerlo e il suo nome è mafia. Tra le insidie che gratificano la mafia, don Ciotti indica la violenza culturale. Nella politica, nell’ economia, nella cultura ci sono uomini e donne onesti e puliti, ma ci sono anche persone con grave deficit etico, cioè di responsabilità”.

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