«Il presidente Michele Palmieri: decisione frutto di un percorso partecipato, per rafforzare la presenza dell’Ente nel cuore del territorio garganico».
Il presidente del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano, Michele Palmieri, interviene per chiarire le ragioni che hanno portato al trasferimento della sede operativa a Cagnano Varano.
«In riferimento alla manifestazione sindacale del 28 ottobre scorso e ai successivi articoli di stampa – spiega Palmieri – il Consorzio ritiene doveroso fornire alcune precisazioni».
Il trasferimento della sede operativa a Cagnano Varano, insieme al potenziamento della sede legale di San Marco in Lamis come sede operativa, è il risultato di un percorso trasparente, condiviso e pienamente legittimo, definito con delibera del CdA n. 604/2025, in conformità alle norme statutarie e alla Legge Regionale n. 4/2013.
Secondo il presidente, il processo decisionale ha coinvolto non solo i soggetti istituzionali interessati, ma anche la popolazione del territorio: «Un comitato di consorziati ha promosso una petizione raccogliendo oltre 1.300 adesioni, tra firme cartacee e online, a sostegno della scelta di rafforzare la presenza del Consorzio sul territorio garganico. All’iniziativa hanno aderito anche diversi amministratori locali, espressione diretta delle comunità del Gargano».
Palmieri sottolinea che la decisione è maturata dopo un’attenta analisi tecnico-economica e interlocuzioni istituzionali con gli enti territoriali, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei servizi di bonifica, irrigazione e manutenzione, avvicinando ulteriormente l’Ente ai propri consorziati e all’area di effettiva competenza.
«Si precisa inoltre – aggiunge il presidente – che i lavoratori aderenti allo sciopero sono stati 13, e non 30 come riportato da alcune fonti: un dettaglio che dimostra come qualcuno sembri non conoscere nemmeno la reale dotazione organica dell’Ente».
Il Consorzio, conclude Palmieri, continuerà a operare «con trasparenza, responsabilità e spirito di servizio, nel solo interesse dei consorziati e del territorio garganico, nel pieno rispetto della democrazia rappresentativa che ne legittima l’azione, superando un’anomalia unica in Italia: quella di una sede operativa collocata al di fuori del proprio comprensorio di riferimento».
«Sarà cura dell’Amministrazione – conclude il presidente – rendere pubblici i dettagli del percorso che ha condotto a questa scelta, condivisa e coerente con la missione istituzionale del Consorzio».
















