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Cresce l’indignazione sulla rete per la brutta fine del cane trovato senza vita questa mattina nei pressi del Santuario di San Giovanni Rotondo

In molti hanno fotografato “Galak” in questi anni, il cane del pellegrino che stazionava fino a questa notte nei pressi del Santuario di San Giovanni Rotondo, lo ricordano anche perché nel periodo natalizio entrava nel grande presepe in cerca di caldo nelle lunghe notti invernali.

La petizione online lanciata per chiedere giustizia, con un appello alle forze dell’ordine, in poche ore ha superato le 500 adesioni, unanime la condanna per il gesto che non ha ancora un perché preciso. L’associazione Stop Animal Crimes Italia riferisce in un post che “i volontari che si prendevano cura del cane erano stati minacciati nei giorni scorsi”.

Emerge un altro lato del carattere di Galak, che evidenzia ulteriormente che rapporto avesse con gli uomini e in particolare con i pellegrini. “Tutti i camminatori passati negli ultimi anni per la tratta Micaelica del Gargano hanno potuto notare la tua grande bontà- raccontano i camminatori dell’associazione Monte Sant’Angelo Francigena (in foto)- oltre che accompagnare, scortava i camminatori fino a Monte Sant’Angelo, quasi a fare scudo, quando venivano accerchiati da altri cani da gregge”. Anche l’associazione dei pellegrini di San Marco in Lamis ricordano il cane e raccontano: “Durante l’ultimo pellegrinaggio notturno dei Romei Santimichelari, ci ha scortato fino all’ingresso della sacra Grotta e durante il tragitto ha allontanato mucche e cani che incrociavano il nostro cammino”.

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