A urne chiuse, i numeri raccontano una storia più complessa di quanto si potesse immaginare alla vigilia, il voto che guarda alle amministrative .
Una sfida nella sfida, nella città di Giuseppe Conte e del sindaco del M5s, Filippo Barbano, con un occhio alla perenne crisi amministrativa e le prossime elezioni comunali. Le regionali in Puglia hanno offerto a San Giovanni Rotondo un test politico importante, quasi un derby, con i due candidati, Maria Fiore del Pd (in foto a dx) e Michele Longo del M5s (in foto al centro), in corsa in liste diverse e con ambizioni differenti, da aggiungere anche la candidatura di Valeria Di Maggio (in foto a sx). Il tutto reso ancora più interessante dalle polemiche del consigliere comunale Pasquale Viscio che ha fortemente criticato la candidatura del vicesindaco Longo nelle liste del M5s. Secondo Viscio, la decisione di Longo «altera gli equilibri della maggioranza» e «tradisce il patto siglato tra le forze politiche e il primo cittadino di San Giovanni Rotondo».
Maria Fiore (PD): la sorpresa che viene da fuori città
La candidata del Partito Democratico, Maria Fiore, è senza dubbio il nome che emerge con maggiore forza da questa tornata elettorale. A San Giovanni Rotondo Fiore ha incassato 3.490 voti, superando concorrenti considerati favoriti nei pronostici iniziali, Cicolella, Campo. Ma il dato più significativo arriva dal territorio: 7.882 in totale, di cui 4.392 voti raccolti fuori città, che la colloca al terzo posto nella lista PD, dopo Piemontese e Falcone.
Un risultato che premia un lavoro capillare su molti comuni della provincia e difficilmente prevedibile. Al PD, complessivamente, San Giovanni Rotondo ha portato 6.633 voti, confermandosi uno dei bacini più rilevanti del centrosinistra garganico. “È stata una campagna elettorale ricca di affetto, di amicizia e di abbracci. Sono commossa per la stima e la vicinanza che ho ricevuto in ogni Comune della Provincia di Foggia. Un’esperienza umana e sociale irripetibile”, ha scritto sui social Fiore.
Eppure, nonostante il risultato personale molto forte, Fiore resta fuori dal Consiglio regionale, almeno per ora. È tuttavia la prima dei non eletti: uno scenario che potrebbe cambiare in futuro, soprattutto se Piemontese decidesse di tentare un nuovo approdo a Roma, lasciando un posto vacante a Bari.
Michele Longo (M5S): un risultato sotto le aspettative?
Ben diverso l’esito per il vicesindaco Michele Longo, candidato del Movimento 5 Stelle.
Nella sua città ha totalizzato 1.776 voti, arrivando a quota 2.254 complessivi, terzo nella lista dietro alla confermata Barone e a Masucci. Un risultato lontano dalle ambizioni della vigilia, nonostante la forte esposizione pubblica e amministrativa del candidato.
Il M5S nel “feudo Conte” porta a casa 2.198 voti, ma il suo rappresentante locale non riesce a intercettare un consenso più ampio, soprattutto fuori. Le regionali restano un terreno diverso dalle comunali, ma è difficile immaginare soddisfazione nel quartier generale pentastellato cittadino.
Le fratture nella maggioranza Barbano e l’effetto Mimmo Longo
Nel voto, le dinamiche interne alla maggioranza Barbano sembrano aver pesato. La scelta di Mimmo Longo: prima il ritiro della propria candidatura, poi la campagna attiva per il centrodestra, coinvolgendo apertamente anche il sindaco Barbano — presente alla riunione dell’UDC in piena campagna elettorale — ha contribuito ad alimentare nuove tensioni politiche.
Per la cronaca il candidato di riferimento di Mimmo Longo, Orlando Oronzo, a San Giovanni Rotondo si ferma a 67 voti: un dato che parla da sé.
Valeria Di Maggio (Forza Italia): la campagna “giovane” non decolla
Da segnalare, nel centrodestra, anche la performance di Valeria Di Maggio (Forza Italia), volto noto su TikTok e protagonista di una campagna elettorale, social, fortemente orientata ai giovani, quasi una replica delle scorse comunali.
Il risultato, però, non decolla: poco più di 200 voti in città e 781 in totale. Una cifra che evidenzia come popolarità e linguaggio digitale non sempre si traducono in consenso elettorale.
Chi ha vinto la sfida di San Giovanni Rotondo?
Se la domanda è chi abbia ottenuto il miglior risultato politico-elettorale, la risposta è chiara: Maria Fiore. La candidata PD è stata capace di costruire consenso oltre i confini cittadini, ottenendo un risultato competitivo su scala provinciale e regionale. Le regionali non sono le comunali, è vero. Ma da questa tornata emergono segnali netti che, inevitabilmente, influenzeranno la politica sangiovannese nei prossimi mesi. Dunque, da non sottovalutare il nervosismo di alcuni consiglieri comunali che non hanno gradito la candidatura e l’esposizione di Michele Longo.
E la vera partita — quella che guarda al futuro della città — potrebbe essere appena cominciata.















