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Il presidente invita ad attendere l’esito delle indagini sull’assessora Graziamaria Starace: «La reputazione conta, ma in una vicenda così delicata non si può agire d’impulso».

«Vorrei non dover affrontare vicende come questa. Lo dico senza retorica». Con queste parole il presidente della Regione Puglia Decaro interviene sulla vicenda giudiziaria che vede coinvolta l’assessora Graziamaria Starace, attualmente indagata nell’ambito di un’inchiesta per concussione.

Nella sua dichiarazione, Decaro ribadisce il principio della responsabilità istituzionale che deve guidare chi ricopre incarichi pubblici, sottolineando come gli amministratori siano chiamati a rispettare standard più elevati rispetto alla sola responsabilità penale.

«Quando un’amministratrice pubblica viene indagata, la mia prima responsabilità è verso l’istituzione che guido. E su questo non ho dubbi: chi ricopre un incarico pubblico è tenuto a uno standard più alto di quello della responsabilità penale. L’asticella non è il casellario giudiziale, ma la reputazione», afferma il presidente.

Allo stesso tempo, Decaro richiama alla necessità di non confondere un’indagine con una condanna definitiva, ricordando che quella attuale rappresenta ancora un’ipotesi di reato che dovrà essere valutata nelle sedi competenti.

Il presidente evidenzia inoltre la particolare complessità della vicenda, che intreccia aspetti pubblici e privati. «Questa vicenda ha una storia dentro la storia», osserva, riferendosi a una situazione familiare caratterizzata da profondi conflitti e da fatti gravi che, secondo quanto dichiarato, sarebbero stati denunciati alle autorità competenti.

Un contesto che, pur non escludendo eventuali responsabilità personali, richiede cautela e rispetto per il lavoro della magistratura. «La delicatezza della situazione impone prudenza e una lettura attenta affidata ai giudici», sottolinea Decaro.

Per questo motivo, il presidente annuncia la scelta di non assumere posizioni affrettate prima che il quadro investigativo sia più definito. «Un’ipotesi di reato non è una condanna e, in una vicenda così intrecciata tra vita pubblica e vita privata, non credo sia giusto agire d’impulso», aggiunge.

Resta comunque aperta la questione relativa al ruolo dell’assessora. Decaro precisa che eventuali valutazioni sul futuro incarico di Starace spettano innanzitutto alla stessa interessata, mentre l’amministrazione si riserva di assumere le decisioni necessarie quando emergeranno elementi più chiari. «Ferme restando le valutazioni di carattere personale che l’assessora farà in merito al proprio ruolo, quando avremo elementi più chiari, assumeremo le decisioni che la situazione richiederà», conclude.

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