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Caro carburante e tensioni internazionali mettono in ginocchio la flotta: pescatori pronti al fermo senza aiuti immediati.

La marineria di Manfredonia sta attraversando una fase di forte difficoltà a causa dell’impennata dei costi del carburante, una situazione aggravata dalle tensioni legate al conflitto in Medio Oriente. L’aumento del prezzo del gasolio sta incidendo in maniera pesante sui bilanci degli armatori, mettendo seriamente a rischio la sostenibilità economica delle attività di pesca.

Il settore, già provato da anni di contrazione, potrebbe subire un ulteriore duro colpo: senza interventi concreti e tempestivi, molti pescatori stanno valutando il fermo delle imbarcazioni. Una prospettiva preoccupante, soprattutto alla luce del drastico ridimensionamento della flotta locale, passata da oltre 400 pescherecci negli anni ’90 agli attuali circa 130.

Il sindaco Domenico La Marca ha espresso solidarietà al comparto, sottolineando la necessità di misure urgenti per tutelare un settore fondamentale non solo per l’economia, ma anche per l’identità storica e culturale della città. Sulla stessa linea l’assessore Matteo Gentile, che ha evidenziato come un eventuale stop alla pesca avrebbe ripercussioni su tutta la filiera locale, dalla distribuzione fino alla ristorazione.

Dal canto loro, i pescatori chiedono interventi immediati, tra cui agevolazioni sul carburante e sostegni straordinari, per evitare il blocco delle attività e garantire continuità a un settore già fortemente indebolito. La crisi della marineria si conferma così come una delle principali emergenze economiche del territorio, in attesa di risposte concrete dalle istituzioni.

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