<Agenzia Valerio - Adv

L’associazione contesta il mito dell’acqua “sprecata” in mare e propone zone umide, fitodepurazione e agricoltura sostenibile per contrastare erosione, crisi idrica e cambiamenti climatici.

Il WWF Foggia interviene nel dibattito sulla gestione dell’acqua in Capitanata contestando l’idea che l’acqua piovana che raggiunge il mare sia “sprecata”. Secondo l’associazione, il deflusso naturale è essenziale per l’equilibrio degli ecosistemi e la costruzione di nuovi invasi artificiali risulta dannosa: frammenta gli habitat, altera i cicli naturali e contribuisce all’erosione costiera.

Un caso emblematico è quello del fiume Fortore e della diga di Occhito, dove la forte captazione idrica ha ridotto il trasporto di sedimenti, causando l’arretramento delle spiagge e rendendo necessari costosi interventi artificiali di difesa del litorale.

Il WWF sottolinea che i fiumi non trasportano solo acqua, ma anche nutrienti e sedimenti fondamentali per: contrastare l’erosione delle coste, proteggere le falde dall’intrusione salina, sostenere la produttività del mare e la pesca

In alternativa alle grandi dighe, propone soluzioni basate sulla natura (NWRM), come il recupero di zone umide, la fitodepurazione e un’agricoltura più sostenibile e meno idroesigente. Un esempio positivo è l’Oasi Laguna del Re, modello di gestione integrata che unisce tutela della biodiversità, agricoltura e turismo sostenibile.

In conclusione, il WWF richiama il principio costituzionale secondo cui l’attività economica non deve danneggiare ambiente e salute, promuovendo un approccio “One Health” che lega la salute umana a quella degli ecosistemi.

Bang!

Google search engine