Agenzia Valerio

Nuova operazione contro “la piaga” degli animali incustoditi nelle campagne del territorio di Vieste, in passato foriera di gravi incidenti anche mortali su strade e fondi rustici.

L’ultimo caso di bestiame avvistato “allo stato brado” è stato accertato e debellato in zona Molinella Porticello. A seguito di una segnalazione circostanziata, la Polizia Locale, i Carabinieri Forestali, il Servizio Veterinario A.S.L. e l’Ufficio Ambiente comunale, con l’ausilio di organici delle locali Tenenze dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, sono prontamente intervenuti per procedere all’immediato sequestro della mandria avvistata, composta da 11 capi di bestiame, distinto in esemplari di grossa mole, di tipologia TPR (Cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido), Bretone e un asino.

Alcuni dei capi erano dotati di trasponder elettronico e registrati nella banca dati nazionale, mentre altri non risultavano censiti. Per questi ultimi si è applicato il microchip per assicurarne la tracciabilità. Immediato il disbrigo delle procedure esecutive a latere del sequestro. Disposto prontamente, con consegna e trasporto, l’affidamento degli equini a una ditta specializzata operante nella Provincia di Foggia.

L’esito delle operazioni è stato tempestivamente comunicato al Sindaco Giuseppe Nobiletti. Come si è sottolineato, il fenomeno dell’abbandono di animali incustoditi è tristemente associato alla dinamica di svariati incidenti costati la vita a persone ignare.

Al riguardo è bene ricordare che, in caso di incidente stradale con coinvolgimento di animali domestici lasciati incustoditi, la responsabilità ricade sul proprietario, ai sensi dell’art. 2025 del Codice Civile.

Il Comune di Vieste è intervenuto ancor più specificamente sul grave fenomeno con proprio atto di Ordinanza, la n.41 del 2019, stabilendo che: “gli animali con o senza microchip o auricolare identificativo, trovati a vagare liberamente senza custodia sulla pubblica strada, o che saranno introdotti nelle proprietà private, saranno sottoposti a sequestro amministrativo (…) custoditi in aree e/o strutture idonee, a cura della ditta nominata/convenzionata(…). Trascorsi 5 giorni si provvederà alla confisca, pertanto il Comune ne disporrà liberamente (…)”.

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