Anche durante il lockdown avevano continuano a spacciare nascondendosi tra i lavoratori pendolari per raggiungere a bordo dei pullman le piazze di vendita della droga.

Criptico il linguaggio per definire gli stupefacenti usato dai sette spacciatori, finiti uno in carcere, cinque ai domiciliari e uno all’obbligo di firma per detenzione ai fini di spaccio. Durante il  lockdown al telefono con i clienti si parlava spesso di verdure e capretti. Le indagini che hanno portato alle misure cautelari eseguite dai carabinieri si sono concentrate tra aprile e maggio 2020. Sono partite dopo l’arresto in flagranza di un giovane trovato con cento grammi di marijuana alla stazione di Ischitella.

Sono 42 gli episodi di spaccio accertati dai militari, che nel corso degli arresti hanno sequestrato altri 700 grammi di marijuana e 60 di hashish. L’operazione ha preso il nome di “Levante” perché lo spaccio avveniva essenzialmente sul Gargano lungo la Riviera di Levante, nel tratto di strada tra Rodi Garganico a San Menaio.

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