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Nelle scorse elezioni hanno corso con lo storico simbolo e con un proprio candidato, per le prossime elezioni Rifondazione Comunista abbandona la falce e martello e abbraccia il progetto civico con il M5s.

Rinunciare ai simboli spesso significa rinnegare la propria storia, non è però il caso del circolo “Luigi Pinto” di San Giovanni Rotondo, forse tra i più longevi della storia del Partito della Rifondazione Comunista, che in Italia, dal 1991, ha raccolto quelli che nel compromesso storico non ci hanno mai creduto e che I o II Repubblica poco conta, i principi restano sempre quelli: uguaglianza e giustizia sociale, innanzitutto.

Le prossime elezioni amministrative di giugno 2024, quelle che coincideranno con le europee e con le regionali, rappresentano una svolta per il partito guidato da qualche anno da Roberto Cappucci (foto), sarà l’anno della lista civica “Sinistra in Comune”. «Siamo convinti che il nostro compito, in questa particolare fase storica, sia quello di aggregare, unire, essere colla, provando ad andare oltre la nostra importante storia e la nostra imprescindibile rappresentanza», così è stato lanciato il progetto qualche giorno fa.

Segretario, Rifondazione ha sposato il progetto civico per le prossime elezioni…
«Da alcuni mesi abbiamo avviato una interlocuzione con soggetti e forze politiche che non si sono riconoscono in “questo” centrosinistra. Crediamo che San Giovanni Rotondo viva in un perenne stato di torpore e abbia bisogno di una scossa, di essere svegliata e amministrata da chi ha realmente a cuore il suo sviluppo e la prosperità dei suoi cittadini. Purtroppo negli ultimi anni, nonostante le promesse, nulla è cambiato. Anzi. Vengono proposte le solite soluzioni a problemi atavici da parte di amministratori che da decenni siedono nei banchi di Palazzo San Francesco. Problemi che non hanno mai risolto, anche avendone la possibilità, ma che promettono di risolvere, guarda caso, ad ogni campagna elettorale».

Non crede che naturalmente dovreste essere alleati con il centrosinistra?
«Come molti ricorderanno, alle scorse elezioni amministrative, Rifondazione Comunista aveva avviato un costruttivo dialogo con le forze che appoggiavano Michele Crisetti. Ponevamo un’unica condizione: chi faceva parte della vecchia maggioranza di centrodestra non poteva candidarsi con il centrosinistra. Ci sembrava una richiesta ovvia. Purtroppo però questo non avvenne e noi decidemmo coerentemente di presentarci da soli. Oggi si verifica una situazione analoga visto che la coalizione che si sta costruendo intorno al PD, raccoglie al proprio interno uomini che alle precedenti elezioni si candidarono in contrapposizione all’attuale sindaco con liste che andavano dalla Lega a Fratelli d’Italia. È chiaro che, con queste premesse, il dialogo diventa impossibile».

Che percorso avete seguito, come siete arrivati al nuovo simbolo?
«Siamo presenti da trenta anni. Siamo un circolo vivo, che tiene riunioni settimanali, che discute, si interroga, elabora soluzioni. A luglio organizzeremo la nostra trentesima Festa, un traguardo che in pochi possono dire di aver raggiunto. Per le prossime elezioni abbiamo deciso di allargare la nostra proposta politica anche a chi non si riconosce nel nostro simbolo ma sposa le nostre stesse battaglie. È per questo che abbiamo pensato alla lista “Sinistra in Comune” per permettere a donne e uomini di sinistra di dare il loro apporto di idee, soluzioni, progetti. “Non rinchiuderti Partito nelle tue stanze” recitava una poesia di Majakovskij ed è quello che stiamo facendo».

Che cosa rappresenta il nuovo simbolo?
«Il simbolo rappresenta quello in cui crediamo e per cui ci battiamo da sempre: è una lista di sinistra, con i suoi valori imprescindibili di uguaglianza, solidarietà, giustizia sociale; antifascista, come la nostra costituzione nata dalla Resistenza; pacifista, parola di cui c’è un estremo bisogno visti i conflitti che insanguinano la martoriata terra di Palestina, l’Ucraina, il Kurdistan, solo per citarne alcuni; infine ambientalista. Pensiamo che sia necessaria una reale rivoluzione energetica, che vadano imposti limiti alle emissioni inquinanti, che vada salvaguardato il territorio, le risorse naturali. Non possiamo far finta di niente, non possiamo negare che sia in atto un cambiamento climatico che porta con sé disastri, migrazioni, morte».

Che contributo darete alla coalizione?
«Il nostro sarà un contributo di idee e di proposte. Conosciamo le carenze e i problemi della nostra città e crediamo di avere le soluzioni per risolverli. Non siamo un comitato elettorale che nasce e muore in tempo di elezioni ma siamo un partito presente 365 giorni all’anno. Raccogliamo stimoli, suggerimenti, abbiamo interlocuzioni continue con organizzazioni e associazioni. Serve concretezza, bisogna ristabilire la fiducia con i nostri concittadini ormai disgustati da un certo modo di fare politica».

Bang!

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