Si tratterebbe del più grande deposito costiero di GPL d’Europa, un impianto enorme destinato allo stoccaggio e alla distribuzione di gas di origine fossile.
La Regione Puglia conferma la propria contrarietà al deposito costiero di GPL a Manfredonia. Lo ha ribadito l’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Piemontese al ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, al termine della riunione convocata con il Comune di Manfredonia, a Roma, nella giornata di ieri, per arrivare a una posizione definitiva sul progetto di deposito proposto da Energas.
Parliamo di un insediamento con 12 serbatoi tumulati per GPL da 5 mila metri cubi ciascuno; un capannone per l’imbottigliamento del GPL in bombole; 8 baie di carico per autobotti; un raccordo ferroviario alla stazione di Frattarolo lungo circa 2 chilometri; 2 tubazioni di collegamento con il porto industriale per il trasporto di GPL della lunghezza di 10 chilometri, di cui 5 chilometri interrati in terraferma e 5 chilometri sottomarini; l’adeguamento del pontile al molo A5 “Alti Fondali” per l’attracco delle navi e la discarica del GPL.
Si tratterebbe del più grande deposito costiero di GPL d’Europa, un impianto enorme destinato allo stoccaggio e alla distribuzione di gas di origine fossile, con serbatoi interrati, collegamenti al porto e alla ferrovia.
“È un deposito che rappresenta un rischio inaccettabile sia per la sicurezza fisica che per l’identità economica del territorio: la sfida del 2026 non è più quella di stoccare gas, finiremmo per costruire un gigante che servirà sempre meno”, spiega l’assessore Piemontese, chiarendo che “non è una decisione ideologica, ma una scelta di realtà perché questo progetto nasce in un altro tempo: oggi l’Europa chiede di ridurre le emissioni e di abbandonare progressivamente i combustibili fossili, autorizzarlo significherebbe andare nella direzione opposta”.
La posizione che la Regione Puglia ha ribadito, rispetto al diniego di parere favorevole già manifestato nel 2021, si basa su una serie di motivi concreti.
L’area interessata si trova in un contesto naturale delicato, vicino a zone protette della rete europea Natura 2000. Anche se negli anni passati sono state previste misure di mitigazione, oggi l’attenzione alla tutela degli ecosistemi è molto più alta.
“Non possiamo permetterci nuovi impatti in territori già fragili”, ha continuato Piemontese a nome della Regione Puglia, sottolineando che, “ai rischi generici di un deposito di GPL, per questo insediamento a Manfredonia ci sono rischi aggiuntivi molto seri: parliamo di un’area a rischio sismico elevato”.
Uno scenario del tutto nuovo si presenta anche in termini di sicurezza. Il progetto prevede il passaggio di centinaia di convogli carichi di gas e la presenza di grandi quantità di GPL stoccato. Sulla direttrice Manfredonia-Foggia, lungo la Statale 89 e la ferrovia, ci sarebbe un traffico di autocisterne cariche di GPL con un rischio di incidenti difficili da controllare. E poi c’è la volontà del territorio per cui i cittadini di Manfredonia si sono già espressi nel 2016 con un referendum consultivo, quando il 96% dei votanti si è detto contrario all’impianto. Una posizione che negli anni è stata confermata dal Comune di Manfredonia.
















