<Agenzia Valerio - Adv

Dalle mail di troppo al caffè amaro alla Camera, il “Generale” cambia rotta: “La rappresentanza istituzionale si fonda sul rispetto dei cittadini”.

In politica c’è chi cambia idea e chi cambia partito. Giuseppe Marasco (in foto con Roberto Vannacci), consigliere comunale di Manfredonia e noto per le sue denunce ambientali sui social, sembra aver trasformato entrambe le attività in una consuetudine. Ultima fermata (già archiviata): Futuro Nazionale, il movimento legato all’altro generale, Roberto Vannacci. A far deragliare il rapporto, secondo quanto raccontato, sarebbe stato un confronto con l’on. Rossano Sasso coordinatore pugliese del partito, avvenuto giovedì 9 aprile in un bar della Camera dei Deputati.

Marasco, rivendicando il proprio impegno “nell’interesse del partito” e anche qualche migliaio di euro investito di tasca propria, avrebbe avvicinato il deputato per chiedere spiegazioni rispetto ad alcune mail inviate “per contribuire alla crescita del movimento”. Dall’altra parte, però, la risposta sarebbe stata meno politica e più… umana: troppe mail, troppa insistenza, pazienza esaurita (“Hai rotto i cogl@@oni con le tue mail”). Marasco ha parlato di linguaggio irrispettoso e di mancanza di riconoscenza verso chi sostiene gratuitamente l’attività politica, annunciando lo stop immediato a ogni forma di collaborazione e promozione: “La rappresentanza istituzionale si fonda sul rispetto dei cittadini, soprattutto di quelli che Le pagano lo stipendio con le tasse”.

Nell’ultimo anno e mezzo, il consigliere ha collezionato più cambi di casacca che sedute in aula: eletto con Fratelli d’Italia, poi il passaggio al gruppo misto, quindi la Lega, di nuovo il misto con accuse di “mala-politica”, un riavvicinamento e infine l’approdo con Vannacci. Nel mezzo, anche un momento di notorietà nazionale per una frase decisamente infelice che ha fatto discutere ben oltre i confini locali.

Ora l’ennesimo addio, Marasco ritrova la sua libertà politica.

Bang!

Google search engine