L’assessore regionale Raffaele Piemontese guida la mediazione del “campo largo”, mentre resta incerto il futuro di Giuseppe Siena.
Nel corso della giornata di ieri si è andata sempre più definendo la situazione politica in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, chi si è assunto la paternità delle trattative per arrivare al nome di Maria Fiore, candidata per il Pd e il M5s, è stato l’assessore regionale Raffaele Piemontese che ha condotto le trattative incaricato dalle segreterie regionali di ricucire le diverse anime della coalizione progressista.
Un’azione capillare fatta di incontri, telefonate e confronti serrati con i protagonisti locali, che ha portato la convergenza su una candidatura unitaria espressione del cosiddetto “campo largo”.
“San Giovanni Rotondo assume in questa tornata elettorale un significato che va oltre i confini locali. La città è infatti considerata simbolica per il Movimento 5 Stelle, essendo legata alla figura del suo leader nazionale Giuseppe Conte”- ha dichiarato l’assessore regionale Piemontese in una intervista rilasciate nel pomeriggio di ieri all’Immediato. Non a caso, lo stesso Piemontese ha richiamato il contesto politico nazionale, sottolineando come “l’intesa costruita sul territorio si inserisca in una più ampia dinamica di collaborazione tra le forze progressiste”.
Resta però ancora incerta la posizione dell’ingegnere Giuseppe Siena, il cui futuro politico non è definito: potrebbe decidere di correre sostenuto da alcune liste civiche oppure optare per un passo indietro.
Nel frattempo il Partito della Rifondazione Comunista ha scelto di non aderire a nessun progetto e di presentarsi autonomamente. Il partito ha ufficializzato la candidatura a sindaco del segretario cittadino e consigliere comunale uscente Roberto Cappucci. In una nota dai toni critici, Rifondazione descrive un quadro politico caotico: “A pochi giorni dalle elezioni, la situazione è sotto gli occhi di tutti e il caos regna più che mai sovrano. Liste e coalizioni che si formano e si disfano nel giro di pochi giorni, documenti firmati la sera e smentiti la mattina. Le solite dinamiche, i soliti nomi, i soliti ragionamenti sui voti delle liste e dei singoli candidati hanno nuovamente prevalso e noi non vogliamo più attendere”. Da qui la decisione di correre in autonomia.
















