Agenzia Valerio

Intervista al consigliere di opposizione, l’esponente della Lega racconta al Fatto del Gargano il suo punto di vista sulla crisi amministrativa della maggioranza di Palazzo San Francesco, «I quattro consiglieri del gruppo Misto hanno avuto il coraggio di mettere in piazza quello che realmente accade», ci spiega.

“La città stregata di Crisetti”, così in una recente nota la Lega ha definito l’attuale  situazione politica. Raggiungiamo telefonicamente il consigliere Mauro Cappucci (in foto), ci racconta il suo punto di vista, non risparmia critiche alla maggioranza di centro sinistra e in modo particolare al primo cittadino Michele Crisetti. Il fulcro del suo ragionamento è il documento diffuso il 20 settembre dai  firmatari Antonio Pio Cappucci, Lucia Mischitelli, Domenico Gemma e Mauro Ciavarella e la successiva decisione di costituire il Gruppo Misto in Consiglio Comunale.

«Quello che emerge da questa crisi è il grande bluff di Crisetti.I quattro consiglieri che hanno fondato il Gruppo Misto si sono resi conto, in ritardo, di quello che stava accadendo e di quello che da mesi io denuncio in tutti i consigli comunali. Successivamente alla vittoria inaspettata e alla poca capacità organizzativa, ha deciso tutto il sindaco in autonomia. Si è dotato di una giunta, che più che espressione della politica è un cerchio magico, come lo definisco io. In giunta ci ha messo chi voleva, il cognato e chi fa riferimento direttamente a lui e non alle forze politiche che sono state democraticamente elette. Per non parlare di quello che è accaduto con le nomine dei dirigenti».
Che cosa è accaduto?
«Che sono stati nominati dirigenti per un disegno politico piuttosto che per competenze tecniche. In modo particolare  mi riferisco al segretario comunale e al dirigente del servizio progettazione di opere pubbliche. Si tratta di una organizzazione funzionale e rispondente al solo disegno politico personale. Mettendo da parte, non coinvolgendo, gli unici preposti e designati dal popolo e cioè i consiglieri di maggioranza e l’intero consiglio comunale. Il documento del Gruppo Misto dice questo».
Insomma, il Gruppo Misto sta dando una mano all’opposizione?
«Questi sono fatti che prima di tutto abbiamo detto noi, in consiglio. Con il documento, i quattro consiglieri, hanno avuto il coraggio di mettere in piazza quello che realmente  accade e che non pensano solo loro, ci sono anche quelli che preferiscono nascondersi per opportunità politica. Le cose che non funzionano sono sotto gli occhi di tutti. Penso ai concorsi per le assunzioni, ci sono indagini in corso e un ricorso al TAR che evidenzia che non è stata “garantita la necessaria trasparenza”, adesso bisogna vedere che cosa dicono quando entrano nel merito. In questi due anni ci si è nascosti dietro una falsa idea di ”autonomia gestionale”, la verità è che il sindaco si è chiuso a riccio, come dicevo, sono stati nominati tecnici inadeguati e, con la complicità del presidente del Consiglio comunale, è stato indebolito il ruolo del consiglio. Non coinvolgendo nessuno,neanche i consiglieri di maggioranza».
Come esce da questa crisi il sindaco?
«Visto che il suo gioco è stato scoperto deve ripristinare la situazione, ridare un ruolo al Consiglio prima di tutto. Adesso lo scenario politico è cambiato, quando il sindaco è stato eletto il Pd aveva cinque consiglieri comunali, adesso sono tre. La forza politica più importante è il Gruppo Misto».
Gira  una voce che nessuno vuole andare a votare e che quindi le cose si sistemeranno …
«Spero che nessuno si culli su questa idea. Ci sono vari scenari possibili per governare. Scegliere i temi, le priorità e andare in Consiglio, ad esempio. Penso al prossimo Consiglio comunale: il punto dell’ordine del giorno riguardante l’area ex Gimpac è stato proposto da noi. Si possono decidere le priorità, poi programmare uno scioglimento dolce per evitare lunghi mesi di commissariamento. Così non si può andare avanti. Sono troppi i progetti che sono fermi o ci sono ritardi: il progetto della mitigazione delle acque, il finanziamento voluto da Giuseppe Conte per il collegamento tra il centro e la zona internazionale, i lavori nel centro storico, la Circonvallazione,  il ripristino di Tratturo delle Corse e molto altro».

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