Il presunto assassino ha risposto alle domande degli inquirenti, continua a dichiararsi estraneo ai fatti, ma la sua ricostruzione presenta numerose incongruenze.
Michele Piano avrebbe sparato per futili motivi in casa dopo che era scoppiata una rissa, poi è uscito di casa e si è fermato al distributore automatico per acquistare le sigarette, in quella casa con lui e il cugino Michele Placentino, di 34 anni, morto nella sparatoria, erano presenti altre quattro persone, tra cui una donna non italiana. Tutti sono stati interrogati dagli inquirenti tranne un cinquantenne che non è ancora stato identificato.
Michele Piano, il presunto assassino, avrebbe risposto all’interrogatorio dopo qualche giorno dall’arresto avvenuto nel suo casolare di campagna in cui i carabinieri hanno fatto irruzione, Piano si nascondeva sotto il letto insieme ad un suo amico, anche lui presente nel momento della sparatoria, i militari dell’arma avrebbero trovato nelle tasche dei due diverse dosi di stupefacenti e un bilancino per lo spaccio. Piano non ha ammesso di aver sparato e ha raccontato nell’interrogatorio che i sei si trovavano nella mansarda per giocare a dama, cosa che facevano spesso e che è uscito prima delle 23:00 dall’abitazione, orario in cui sarebbe successo il fatto, per acquistare le sigarette. Ed è proprio il sistema di videosorveglianza del tabacchi che invece non conferma il racconto del presunto assassino, Piano sarebbe stato ripreso successivamente alle 23:00, presumibilmente dopo aver sparato al cugino.
Placentino è stato ucciso con due colpi di pistola, una scacciacani modificata, trovata dai carabinieri nei pressi dell’abitazione dove è avvenuto il delitto grazie ad un testimone che avrebbe assistito al tentativo di disfarsi dell’arma. Dalla ricostruzione emergerebbe anche che i sei erano insieme da diverse ore, dalla sera del giorno prima. “Fin da quando è stato fermato il mio assistito ha ribadito la sua innocenza anche al pubblico ministero”- ha dichiarato il suo avvocato Luigi Marinelli.
Dopo l’interrogatorio il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo.
















