“Da anni ormai si assiste a una persecuzione senza precedenti ad opera di alcuni soggetti evidentemente portatori di interessi particolari che – estromessi dalla gestione dell’area umida Lago Salso per gravi irregolarità riscontrate nella gestione dell’omonima società”.
La risposta dell’Ente presieduto da Pasquale Pazienza, dopo la nota “ Basta vuote passerelle” a firma della Federazione Verdi di Capitanata.
Il comunicato del Parco del Gargano
“Facciamo riferimento, in particolare, alle gravissime accuse, del tutto infondate e strumentali, contenute nel comunicato stampa da ultimo diffuso dall’Ufficio Stampa Federazione Provinciale Europa Verde Foggia per comunicare che tuteleremo l’onorabilità dell’Ente Parco adendo alle vie legali precisando che ulteriori simili diffamazioni non saranno d’ora in poi altresì tollerate. Appare quantomeno singolare che un gruppo ristrettissimo di soggetti, peraltro autoreferenziali, in evidente conflitto di interessi, si auto-elegga rappresentante universale dell’intero associazionismo ambientale, assurgendosi a unico soggetto che si occupa della tutela del patrimonio naturalistico.
Il Parco nazionale del Gargano lavora e ha lavorato con numerose istituzioni e associazioni ambientaliste portando avanti progetti importanti per tutto il territorio sui temi della protezione degli ecosistemi delle aree protette, della lotta all’abusivismo edilizio, della mitigazione dei cambiamenti climatici, producendo peraltro un efficientamento dei conti 𝘃𝗮𝗹𝗶𝗱𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗶𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝗠𝗶𝗧𝗘. Da Greenpeace a Legambiente alla LIPU o al FAI l’elenco è lungo e comprende numerosi soggetti operanti nel mondo dell’associazionismo cui l’Ente Parco ha sempre prestato la massima attenzione.
Il Parco nazionale del Gargano, è bene ricordarlo, si sta notevolmente adoperando per la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali con grandi sforzi organizzativi. Infatti si è visto riconoscere diversi finanziamenti, intercettati mediante l’aggiudicazione di bandi e progetti a cui ha partecipato e che gli hanno consentito di ottenere risorse economiche per circa 22 milioni di euro, un risultato eccezionale che è 𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐞𝐬𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐮𝐥𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚𝐧𝐜𝐞 e di chi nell’Ente lavora alla implementazione di progetti a beneficio del territorio e vede la propria dignità professionale costantemente denigrata e vilipesa.
Riempire pagine copiando e incollando atti dirigenziali ignorando totalmente il contesto normativo, legislativo (e talvolta persino quello cartografico) in cui si inseriscono è solo un tentativo maldestro e scorretto di avvelenare i pozzi attraverso la produzione di mistificazioni su argomenti altamente tecnici e specifici che richiedono uno studio attento per un confronto serio e costruttivo in vista delle nuove sfide dell’agenda 2030 che ci attendono e di tutte le azioni di salvaguardia e possibilità di sviluppo e promozione del nostro territorio.
La dimostrazione tangibile dell’atteggiamento mistificatorio e diffamatorio di tali soggetti è riscontrabile nell’accusa gratuita, ingiustificata e strumentale diretta alla struttura organizzativa dell’Ente in merito al parere rilasciato in ordine alla valutazione di incidenza ambientale per un manufatto da ubicare in una 𝘇𝗼𝗻𝗮 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗰𝗼, in un’area da sempre dedicata ad attività faunistiche venatorie all’interno della quale risultano da tempo esistenti strutture analoghe. In merito a tale fattispecie gli stessi soggetti, con evidente intento di strumentalizzazione, hanno maldestramente evidenziato l’assunzione del provvedimento da parte del Direttore dell’Ente in contrasto con il responsabile del procedimento. Si è trattato solamente di un mero refuso in quanto dall’istruttoria fatta dal responsabile del procedimento si evince chiaramente ed inequivocabilmente che il parere di quest’ultimo era favorevole. Infatti con nota protocollo n. 6400 del 03/10/2022 lo stesso responsabile del procedimento ha ritenuto di dover comunicare l’errore materiale e con provvedimento del 03/10/2022, avente protocollo n. 6413, è stato assunto il provvedimento di rettifica con il parere favorevole del responsabile del procedimento.
Rispetto al tema dell’abusivismo edilizio è bene ricordare l’impegno del Parco del Gargano al fianco della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia con cui già da tempo è stato sottoscritto 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐨𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐚, 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗠𝗶𝗧𝗘 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗯𝗲𝘀𝘁-𝗽𝗿𝗮𝗰𝘁𝗶𝗰𝗲 da prendere a modello per il ripristino di forme di legalità sul territorio. Grazie a questo accordo tra Parco e Procura si è proceduto all’abbattimento di oltre 𝟔𝟎 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐛𝐮𝐬𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 nell’area del Parco oltre al ripristino dello status iniziale dei luoghi sottoposti ad abuso.
In relazione alla denuncia relativa ai presunti abusi realizzati sulla fascia dunale nella Riserva Naturale Isola di Varano, posto che non è mai mancata l’opera di vigilanza del Parco e la sensibilità sul tema, precisiamo che l’Ufficio Locale Marittimo di Rodi Garganico della Capitaneria di Porto ha accertato che l’intervento eseguito oggetto di denuncia è consistito nella mera “pulizia della spiaggia non riscontrando variazioni rilevanti alle dune costiere presenti, se non quelli della normale attività erosiva dovuta a fenomeni naturali”.
Per quanto riguarda i numerosi e continuati attacchi sul presunto disastro ambientale effettuato nel comprensorio del “Lago Salso” è doveroso far chiarezza, una volta per sempre, fugando qualsiasi dubbio in merito alle artate strumentalizzazioni poste in essere. Nell’area umida del “Lago Salso” non sono stati mai eseguiti interventi che hanno provocato il più volte declamato disastro ambientale né tantomeno è stata mai attivata da parte dell’autorità competente alcuna procedura di infrazione comunitaria in conseguenza dell’attuazione di interventi eseguiti nella medesima area. Attualmente l’Ente parco, d’intesa con il Servizio Parchi e Tutela della Biodiversità della Regione Puglia, il Comune di Manfredonia e la Direzione Generale Patrimonio Naturalistico e Mare del Ministero della Transizione Ecologica, sta portando avanti il “Progetto di funzionalizzazione a fini naturalistici delle aree dell’Oasi Lago Salso” allo scopo di programmare delle azioni concrete che favoriscano il processo di rinaturalizzazione in atto e rifunzionalizzazione delle superfici a pascolo, derivanti dalla conversione degli ex seminativi dell’area.
Tutto quanto sopra detto ci induce a questo punto a prendere una ferma posizione confermando che ulteriori diffamazioni lesive dell’immagine dell’Ente e delle professionalità che vi lavorano non saranno d’ora in poi più tollerate”. Conclude la nota del Parco.
















