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In riferimento al convegno, “I beni ambientali e naturalistici nell’area del Parco Nazionale del Gargano tra tutela e valorizzazione” promosso dal Parco Nazionale del Gargano, la Federazione provinciale Europa Verde Foggia attacca l’ente.

“La Federazione provinciale Europa Verde è stanca di continuare a vedere da parte del Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Gargano e delle istituzioni territoriali una narrazione completamente distorta della realtà riguardante la tutela e la valorizzazione del territorio ricompreso nel Parco Nazionale del Gargano, la cui situazione di degrado, a partire dalla legalità, è sotto gli occhi di tutti”. Si legge in una nota diffusa alla stampa.

“Assistiamo ad una totale assenza di dialogo con le istituzioni nonostante l’accorato grido di allarme sollevato da svariati settori della società civile, con accapo le associazioni ambientaliste che nonostante chiedano da tempo di essere ascoltate dalla Comunità del Parco, non hanno mai ricevuto una risposta, se non “giocose” prese in giro da parte del presidente del Parco stesso, come da lui dichiarato alla Commissione antimafia definendoli “ambientaloidi”. Per cui basta vuote passerelle, ma le istituzioni a partire dalla Regione Puglia, dalle forze dell’ordine e finendo con la Magistratura, dovrebbero iniziare a spiegarci il perché di tanto silenzio rispetto alle costanti denunce e segnalazioni (tutte ampiamente documentate) fatte dalle associazioni ambientaliste. Tanto per citarne qualcuna tra le tante, ci chiediamo  Come è possibile che il Grottone di Zaiana sia stato trasformato in un ristorante e addirittura pavimentato?  Come è possibile mettere sedie e tavolini sotto una falesia? Come è possibile spianare le dune sul tombolo di Varano e, segnalando quanto avvenuto Capitaneria di porto, con tanto di documentazione fotografica, sentirsi rispondere che nulla è successo?  Come è possibile che lungo la sacca orientale del lago di Lesina siano stati creati diversi laghetti deputati alla caccia? Da chi e quando sono stati autorizzati?  Come è possibile che l’Ente Parco, alla richiesta di realizzare una postazione fissa di caccia risponda, nello stesso procedimento VINCA con un “NO” del RUP e finisca con un “SI’” del direttore, in assenza di motivazioni? Come è possibile che nell’Oasi Lago Salso vengano messi a coltura habitat naturali per oltre 150 ettari e i carabinieri forestali, che proprio nell’Oasi hanno un Comando stazione, apprendano di questo evento dalle associazioni ambientaliste?  Come è possibile che coloro che hanno denunciato quanto è avvenuto siano stati oggetto di scherno da parte del Presidente del Parco, che ancora oggi nega l’evidenza dei fatti, nonostante questi siano stati ampiamente riconosciuti dagli organi di controllo superiori come EU e MITE? Chiediamo pertanto un incontro sia al Presidente della Regione Puglia (quale autorità competente sulla tutela e conservazione della Rete Natura 2000) per comprendere come intenda procedere alla tutela del patrimonio naturalistico e sia al Procuratore capo di Foggia per chiarire il perché le denunce formulate dalle associazioni ambientaliste non vadano avanti mentre altre, al contrario, hanno avuto un’evoluzione rapidissima? Illustrissimo Procuratore, una parte importante della nostra società ha accolto il suo invito a denunciare, ma è importante che lo Stato non giri le spalle a queste persone altrimenti la legalità, in tutte le sue declinazioni, non sarà mai una realtà della nostra terra e continuerà ad avere la consistenza della nebbia”. Conclude la nota della Federazione provinciale Europa Verde.

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