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Il consigliere regionale: «Ci sono Regioni che assicurano oltre sei mesi. La Puglia, nonostante gli oltre 800 chilometri di costa, ha una delle stagioni balneari più corte».

«Ho letto con attenzione la replica dell’assessore regionale Raffaele Piemontese sulla stagione balneare in Puglia. La sua appare come una “lezioncina” legislativa, visto che cita la legge nazionale 105 del 2025, che prevede la stagione balneare dalla terza settimana di maggio alla terza settimana di settembre, lasciando alle Regioni la possibilità di anticiparne o posticiparne i termini di una settimana». A dirlo è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Nicola Gatta, che torna a sollecitare un chiarimento sulle scelte della Regione Puglia in materia di durata della stagione balneare.

«A questo punto, però -prosegue Gatta- Piemontese deve spiegare ai pugliesi, ma anche a tutti i turisti che ancora affollano la nostra regione, perché l’Emilia-Romagna assicura oltre quattro mesi di stagione balneare, Toscana, Lazio, Liguria e Basilicata ben cinque, dal 1° maggio al 30 settembre, mentre Molise e Calabria prevedono oltre sei mesi, rispettivamente dal 1° aprile al 15 ottobre e dal 1° maggio al 31 ottobre. Queste Regioni non rispettano forse la legge nazionale?».

Secondo il consigliere, la durata della stagione balneare avrebbe ricadute dirette anche sulla capacità della Puglia di intercettare i flussi turistici nei periodi di bassa e media stagione. «Chi sceglie di fare una vacanza al mare a fine estate, sapendo che in Puglia la stagione balneare è finita, andrà dove sa di trovare i lidi sicuramente aperti–osserva Gatta– come nelle vicine Molise, Basilicata e Calabria invece di rischiare e sperare di trovarne qualcuno ancora in attività».

Il consigliere contesta inoltre quella che definisce una sovrapposizione tra la disciplina degli stabilimenti balneari e quella delle attività commerciali presenti al loro interno.«Nella sua risposta l’assessore confonde gli stabilimenti balneari – deputati a fornire servizi legati alla spiaggia, alla balneazione e alle concessioni sull’arenile – con le attività di bar e ristorazione presenti al loro interno, che possono ovviamente restare aperte anche oltre il periodo estivo».

Da qui la critica alla strategia regionale sulla destagionalizzazione turistica. «La verità– afferma Gatta– è che ci sono Regioni che interpretano la destagionalizzazione con atti amministrativi ed altre che ne fanno solo argomento di convegno. Francamente a me fa specie che la Puglia, che è fra le regioni con forte attrattiva turistica soprattutto per il mare ed ha oltre 800 chilometri di costa, sia la Regione con la stagione balneare più corta. Il resto sono codicilli».

Gatta annuncia infine un’iniziativa istituzionale per chiedere conto delle scelte adottate dalla Regione: «Per questo motivo ho deciso di invitare l’assessore Piemontese in Commissione a relazionare sulle scelte fatte, poiché queste gravano soprattutto sulle attività turistiche pugliesi».

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