Il consigliere Gatta contesta il calendario fissato dal 23 maggio al 13 settembre. L’assessore Piemontese replica: «Non significa chiusura degli stabilimenti».
«La Puglia è la regione che apre più tardi di tutte e chiude prima di tutte le principali mete balneari italiane». È quanto afferma in una nota il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Nicola Gatta, che contesta il calendario balneare stabilito dalla Regione Puglia per il 2026. «Mentre da anni ci si riempie la bocca con parole d’ordine come destagionalizzazione, prolungamento dei flussi turistici e potenziamento dell’accoglienza, la realtà dei fatti smentisce categoricamente la narrazione della Giunta regionale», attacca Gatta. Secondo il consigliere di FdI, i numeri della stagione 2026 dimostrerebbero le difficoltà della Puglia nel garantire una presenza turistica lungo le coste oltre il periodo centrale dell’estate. «Secondo l’Ordinanza balneare regionale–evidenzia Gatta– la stagione ufficiale è iniziata soltanto sabato 23 maggio e si è conclusa già domenica 13 settembre. Parliamo di appena tre mesi e mezzo di attività garantita, un lasso di tempo del tutto insufficiente per una regione che aspira a vivere di turismo tutto l’anno». Il consigliere regionale mette quindi a confronto la Puglia con altre destinazioni italiane.
Per il consigliere di Fratelli d’Italia, il tema non riguarda soltanto la durata formale della stagione, ma anche i servizi garantiti agli operatori e ai bagnanti. Da qui la richiesta di intervenire sull’Ordinanza balneare e di ampliare il periodo della stagione ufficiale.
A stretto giro arriva la replica dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, con delega al Demanio, Raffaele Piemontese, che contesta l’impostazione della polemica. «Prima di accusare la Regione sarebbe stato utile leggere fino in fondo l’Ordinanza balneare 2026 e, soprattutto, la normativa nazionale da cui discende», afferma Piemontese. L’assessore richiama il decreto-legge 73 del 2025, convertito nella legge 105 del 2025, che ha individuato a livello nazionale la stagione balneare dalla terza settimana di maggio alla terza settimana di settembre, lasciando alle Regioni la possibilità di anticiparne o posticiparne i termini di una settimana.
Piemontese sottolinea inoltre che la fine della stagione balneare ufficiale non coincide con la chiusura degli stabilimenti. L’Ordinanza consente infatti la prosecuzione della balneazione oltre il 13 settembre, nel rispetto delle condizioni di sicurezza previste, mentre le strutture autorizzate possono continuare a offrire servizi come bar e ristorazione.
L’assessore ricorda infine che l’Ordinanza è stata elaborata attraverso un confronto con ANCI Puglia, Direzione Marittima di Bari, amministrazioni interessate e organizzazioni di categoria, e ribadisce la necessità di lavorare per allungare la fruizione delle coste anche nei mesi di maggio, settembre e ottobre.
















