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“Nell’ultimo consiglio comunale abbiamo approvato il regolamento e introdotto l’imposta di soggiorno. Non è una tassa sui residenti come qualcuno diabolicamente lascia intendere”. Dichiara l’assessore al turismo Sacha De Giovanni.

“A pagarla non saranno i cittadini e non saranno nemmeno gli albergatori locali e neppure gli altri operatori turistici. Chi afferma il contrario è un bugiardo” .Puntualizza l’assessore De Giovanni. 

“L’imposta di soggiorno è pagata dal turista al Comune in cui si trova la struttura ricettiva, dove lui stesso ha deciso di soggiornare, in base alle proprie autonome preferenze ed esigenze. Le somme saranno destinate al miglioramento turistico locale, alla promozione e alla valorizzazione del territorio, di Borgo Celano soprattutto, in un capitolo di bilancio creato ad hoc per il turismo- aggiunge De Giovanni.  I dati empirici dimostrano che l’introduzione (o l’eventuale abolizione) dell’imposta di soggiorno non intacca in alcun modo i flussi turistici, cioè non influenza in alcun modo la scelta del turista. Il dato certo è che l’imposta genererà migliaia di euro nelle casse comunali che, reinvestiti nel turismo, creeranno un circolo virtuoso alimentando continuamente il gettito ogni anno”.

I dati relativi ai turisti che ogni anno passano almeno una notte a San Marco in Lamis è di circa 7.000, e sono in gran parte legati al turismo religioso della vicinissima San Giovanni Rotondo, grazie alla presenza di alcune strutture alberghiere presenti a Borgo Celano.

Parallelamente alla tassa di soggiorno l’assessore Sacha De Giovanni annuncia che  “Nascerà il tavolo del turismo, quale organo tecnico consultivo e di programmazione, di supporto e stimolo all’Amministrazione comunale. L’azione combinata tra investimenti e valorizzazione degli attrattori culturali e ambientali – sulla spinta del riconoscimento di Città d’Arte – ci consentiranno di tradurre operativamente la nostra visione di sviluppo”. Conclude.

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