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Il Circolo “L. Pinto” del Partito della Rifondazione Comunista esprime contrarietà alla presenza, a San Giovanni Rotondo, del Circo Paolo Orfei con lo spettacolo Africa — Il Regno Animale. 

“L’utilizzo di animali negli spettacoli circensi è una pratica ormai anacronistica, in contrasto con la crescente sensibilità culturale e sociale verso il benessere animale. Questi spettacoli, lungi dall’avere un valore educativo, trasmettono alle nuove generazioni un messaggio distorto: che lo sfruttamento e la privazione della libertà possano essere considerate forme di divertimento. Una posizione che si unisce a quella di numerosi cittadini e cittadine che, in questi giorni, hanno manifestato il proprio dissenso contro l’uso di animali negli spettacoli circensi”- si legge in una nota di Rifondazione Comunista.

“La normativa nazionale stessa indica una direzione diversa: la Legge 175/2017 prevede infatti il graduale superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi. Anche la comunità scientifica e internazionale ha più volte ribadito l’incompatibilità tra benessere animale e spettacoli circensi: la Commissione CITES, insieme alla Federazione nazionale degli ordini veterinari italiani (FNOVI), ha evidenziato come specie quali elefanti, grandi felini, orsi e primati non possano essere detenute nei circhi in maniera compatibile con il loro benessere. Va ricordata anche la Dichiarazione universale dei diritti dell’animale (Bruxelles 1978) che condanna l’uso degli animali a fini di divertimento perché incompatibile con la loro dignità. Non si tratta di una battaglia isolata: in diverse città italiane, da Genova a Milano, fino a realtà più piccole come Massafra e Roseto degli Abruzzi, sono già stati scelti percorsi per limitare l’uso degli animali o favorire circhi etici, nel rispetto della tradizione circense. Sono segnali concreti che dimostrano come sia possibile promuovere un modello di circo fondato sull’arte e non sullo sfruttamento, anche nella nostra città. Il PRC di San Giovanni Rotondo invita i cittadini e le cittadine a non sostenere i circhi che utilizzano e sfruttano gli animali, perché solo una scelta collettiva chiara può aprire la strada a un cambiamento culturale e civile”.

“Per questo il Circolo “L. Pinto” propone un percorso di ascolto con cittadini, scuole e associazioni (fra cui LAV ed ENPA) per definire insieme le forme più efficaci con cui il Comune potrà intervenire, sostenendo i circhi etici e promuovendo ogni iniziativa utile a superare lo sfruttamento animale”, conclude la nota.

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