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La portavoce del M5S, Nunzia Palladino, torna sul tema della fogna bianca, dopo le piogge dei giorni scorsi e i soliti disagi per i cittadini, «Già in una interpellanza ho chiesto all’amministrazione di chiarire il percorso dei lavori e i tempi per la consegna della fogna bianca», ci spiega.

«Chi controlla il controllore? Non c’è volontà di controllare i lavori, mi pare evidente», commenta così i lavori della fogna bianca e l’intervento effettuato dopo lo scavo alla circonvallazione sud di San Giovanni Rotondo la portavoce del M5S, Nunzia Palladino. Per la consigliera di opposizione non ci sono dubbi: «i lavori di ripristino sono stati fatti in malo modo e ci sono ritardi per la consegna dei lavori. Dopo le mie richieste, in una interpellanza puntuale, la risposta è stata estremamente deludente. “Ritardi causa Covid e variazioni dello stato dei luoghi”, è stata la risposta frettolosa di questa amministrazione. Mi pare chiaro che non ci sia volontà di svolgere il proprio ruolo con competenza. Che siano altri gli obiettivi? Che nessuno si pone il problema di controllare come vengono eseguiti i lavori. Aggiungo anche che se qualcuno segnala delle anomalie non c’è la volontà di verificare, anzi, si diventa arroganti». Spiega la consigliera Palladino.

«Noi sappiamo che, con delibera di Giunta (del 7 maggio 2020),si approvava il progetto esecutivo dell’importo di euro 2.500.000 inerente i lavori di realizzazione dei collettori principali della fogna bianca a servizio del territorio urbano e che  per l’espletamento delle attività di direzione dei lavori, misure e contabilità i tecnici comunali hanno rappresentato che tale incarico fosse affidato all’esterno stante la “Struttura Tecnica comunale oberata da altre attività tecniche e amministrative dalla imminente predisposizione del programma triennale delle opere pubbliche 2020-2022, oltre alle Direzioni dei Lavori in atto di altre opere in corso di esecuzione”. Che con una determina dirigenziale era stato affidato, ad un architetto esterno, l’incarico per l’espletamento delle prestazioni riferite ai lavori di realizzazione dei collettori principali della fogna bianca a servizio del territorio urbano di San Giovanni Rotondo. Considerato che giunti al quarto stato di avanzamento dei lavori erano stati corrisposti già euro 1.063.146,26 su euro 1.717.592,70 alla ditta Foredil, di Vincenzo Gemma, per l’esecuzione dei lavori, nell’interpellanza ho chiesto di sapere se fosse stata effettuata una verifica puntuale ed esaustiva rispetto a quanto dichiarato dalla ditta nell’offerta tecnica in quanto trattasi di appalto integrato- evidenzia Palladino. Di sapere se presso gli uffici comunali fossero state depositate le certificazioni dei materiali utilizzati. Di sapere se presso gli uffici comunali fossero reperibili i formulari per lo smaltimento del materiale di risulta presso discariche autorizzate e se esistesse una documentazione fotografica che certificasse la piena rispondenza dei lavori rispetto a quanto stabilito dal progetto. Infine, di sapere se l’opera sarebbe stata consegnata nei tempi previsti».

Nella risposta, che trova insoddisfatta la consigliera del M5S, l’amministrazione risponde che “Non è previsto il deposito della certificazione dei materiali utilizzati, in quanto tale attività è di pertinenza del direttore dei lavori. I formulari dello smaltimento del materiale di risulta sono disponibili presso l’ufficio comunale in quanto allegati alla comunicazione effettuata all’Arpa Puglia e trasmessa per conoscenza al Comune. Per la documentazione fotografica è competenza dell’ufficio di direzione dei lavori”. In merito alla consegna dei lavori l’amministrazione motiva così il ritardo: “si sono verificati dei ritardi, a causa sia dell’emergenza sanitaria e sia di alcune variazioni dello stato dei luoghi, riscontrate durante i lavori rispetto allo stato dei luoghi esistente all’epoca della procedura di appalto e, pertanto, l’ufficio ha autorizzato una proroga dei lavori”.

«Il materiale di risulta è ancora lì, ormai da mesi- aggiunge Palladino- senza che vi sia un barlume di soluzione. Il terreno, dopo l’asfalto al passaggio di auto e mezzi pesanti e con le piogge, ha ceduto come burro, il manto stradale è diventato così pericoloso che numerose segnalazioni mi sono giunte da cittadini usciti fuori strada in diversi punti della circonvallazione, segnalazioni che ho portato prontamente all’attenzione del Comandante della Polizia Locale.  Eppure già da maggio, nella suddetta interpellanza, avevo avanzato delle perplessità sulla correttezza dell’esecuzione dei lavori, devo pensare che la perizia di chi viene demandato a controllare non sia un requisito richiesto dai dirigenti e dagli amministratori? O che non interessi a nessuno il modo in cui vengono spesi i soldi dei cittadini? Se mettere in sicurezza le strade richiederà un ulteriore esborso di denaro, chi pagherà?». Conclude.

 

In foto: in piccolo gli allagamenti dei giorni scorsi e la consigliera Nunzia Palladino. In grande i problemi dopo lo scavo alla circonvallazione sud.

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