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Abbiamo intervistato il primo cittadino cercando di capire cosa sia accaduto e se, come ricostruito dal quotidiano l’Attacco, sono stati respinti i profughi ucraini.

È polemica per la notizia diffusa questa mattina dal quotidiano foggiano l’Attacco, che da qualche giorno dedica alla città di San Giovanni Rotondo particolare attenzione. Nella ricostruzione giornalistica emerge che il sindaco Michele Crisetti ha rifiutato l’accoglienza di numerosi rifugiati provenienti dall’ Ucraina, in  particolare ventisei bambini e quattordici adulti. Il giornale riporta le dichiarazione della presidente di una associazione abruzzese che si sta occupando dell’accoglienza in tutta Italia. “I documenti erano tutti in regola”- spiega la presidente della Onlus I sogni del Bambino, Margherita Saracino. Pronta anche una interpellanza del consigliere comunale della Lega, Mauro Cappucci, che chiede conto al primo cittadino dell’accaduto, “per quale motivo non sono stati accolti nelle strutture della nostra città i profughi provenienti dalla guerra in Ucraina?”, chiede l’opposizione.
Abbiamo cercato il sindaco a cui abbiamo rivolto la domanda, chiedendo di spiegare, dal suo punto di vista, l’accaduto.
«Non voglio rispondere direttamente all’articolo- esordisce Crisetti- voglio solo dire che in realtà noi non abbiamo respinto nessuno e, come amministrazione, ci stiamo occupando dell’accoglienza secondo le indicazioni della Prefettura di Foggia, sia io, direttamente, che l’assessore ai servizi sociali e tutto il personale».
Allora cosa è successo?
«È accaduto che un gruppo di volontari della nostra città, vari enti, mi ha informato che sarebbe arrivato questo gruppo di profughi che stanno scappando dalla guerra, tra cui bambini con difficoltà serie. Immediatamente ho organizzato una riunione con i vari soggetti interessati all’accoglienza. Da precisare che noi come Comune non abbiamo nessuna struttura che possa dignitosamente accogliere i rifugiati. Durante la riunione abbiamo anche coinvolto la Prefettura, in remoto, e abbiamo analizzato il caso nei dettagli. Il grosso problema logistico riguardava innanzitutto la condizione di alcuni ragazzi che non erano accompagnati dai genitori e con grosse patologie, e su questo il protocollo della Prefettura è chiaro. Dopo la telefonata con la responsabile della Prefettura di Foggia abbiamo deciso di cercare una soluzione, la migliore possibile, tutti. Intanto si è attivata anche la Protezione Civile della Regione Puglia. Viste le difficoltà oggettive ognuno dei presenti alla riunione ha preso l’impegno di cercare, con le proprie forze, una sistemazione adeguata. Dopo pochi minuti dalla fine della riunione mi è stato riferito che, appunto, viste le difficoltà di ospitalità, l’associazione (la Onlus I sogni del Bambino, ndr) aveva già trovato una sistemazione adeguata per tutti i rifugiati».
Quindi lei non ha detto di No, ma non ha neanche acconsentito?
«Noi, insieme a tutte le associazioni, le parrocchie di San Giovanni Rotondo, se pur preoccupati per la sistemazione abbiamo detto ovviamente che ci saremmo mobilitati per trovare una sistemazione adeguata, visto il profilo dei rifugiati, in modo particolare dei minorenni. Non era possibile accoglierli senza una sistemazione adeguata. Poi, come le dicevo, è stata la stessa associazione che ha trovato una sistemazione diversa e sicuramente più idonea. L’associazione ha deciso autonomamente mentre noi eravamo, praticamente, ancora in riunione e sicuramente ha trovato una soluzione più giusta. Noi siamo qui, abbiamo attivato tutto quello che serve per accogliere i profughi di questa terribile guerra, con la speranza che la pace arrivi presto in Ucraina e non ci sia più necessità».

Bang!

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