Dal ritmo scintillante di Scarlatti alla contemplazione infinita di Beethoven op. 111, al termine il pubblico potrà partecipare a una piccola degustazione.
Prosegue la Rassegna Musicale Internazionale InConcerto XXII, ospite della serata di venerdì 19 giugno, nella splendida Chiesa di Sant’Orsola di San Giovanni Rotondo, sarà il pianista tedesco Cristoph Soldan (in foto), interprete di fama internazionale che porterà al pubblico un programma dal titolo evocativo: “Danza e Trasformazione”.
Artista apprezzato nei più importanti festival e nelle sale da concerto di Europa, Asia e America, Cristoph Soldan vanta una carriera costruita all’insegna dell’eccellenza musicale. Allievo di grandi maestri e vincitore di prestigiosi concorsi internazionali, è riconosciuto dalla critica per il tocco raffinato, l’eleganza del fraseggio e la capacità di far “cantare” il pianoforte con naturalezza. Un interprete che attraversa con autorevolezza un vasto repertorio, da Bach ai compositori contemporanei, trovando nel Romanticismo tedesco una delle sue espressioni più autentiche.
Il titolo della serata non è casuale. “Danza e Trasformazione” rappresenta infatti il filo conduttore di un itinerario musicale che attraversa tre secoli di storia del pianoforte, partendo dall’energia ritmica della danza per approdare alla dimensione più intima della trasformazione interiore e della contemplazione.
Ad aprire il concerto saranno quattro Sonate di Domenico Scarlatti: la K 159 in Do maggiore, la K 466 in Fa minore, la K 9 e la K 141 in Re minore. Pagine brevi ma densissime di invenzioni, nelle quali il compositore trasfigura il linguaggio della chitarra e delle danze spagnole in pura musica per tastiera. Dalla luminosità della K 159 alle atmosfere più ombrose della K 466, fino all’irresistibile energia delle sonate in Re minore, emerge tutta la modernità di una scrittura che anticipa sorprendentemente il pianoforte dei secoli successivi.
Il percorso proseguirà con i “Papillons” op. 2 di Robert Schumann, una delle opere più poetiche del primo Romanticismo. Dodici miniature ispirate a un ballo in maschera tratto dal romanzo “Flegeljahre” di Jean Paul, dove personaggi, temi e atmosfere si rincorrono come figure in un sogno. Schumann trasforma il Carnevale in musica, alternando leggerezza, ironia e malinconia in un susseguirsi di immagini sonore che affascinano ancora oggi per freschezza e profondità emotiva.A chiudere la serata sarà uno dei vertici assoluti della letteratura pianistica: la Sonata n. 32 in Do minore op. 111 di Ludwig van Beethoven, l’ultima scritta dal compositore per il pianoforte. Un’opera monumentale articolata in due soli movimenti.
L’appuntamento è fissato presso la Chiesa di Sant’Orsola a San Giovanni Rotondo. Al termine del concerto il pubblico potrà partecipare a una piccola degustazione offerta dall’azienda agricola di Domenico Pazienza, realizzata in collaborazione con l’associazione Tre Torri, un momento conviviale pensato per condividere emozioni e sapori del territorio.
L’ingresso è previsto alle ore 20.00, mentre l’inizio del concerto è fissato per le ore 20.30. Un’occasione preziosa per vivere una serata di grande musica e lasciarsi guidare, attraverso le mani di Soldan, in un affascinante viaggio tra danza, poesia e trasformazione
















