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Nel mirino le dichiarazioni del segretario del Pd Matteo Masciale. «La crisi nasce da un metodo sbagliato, non da ambizioni personali». E sul futuro: «Serve una rigenerazione del centrosinistra».

«È tempo di smettere con i rimpalli e tornare a parlare dei problemi della città». Il consigliere comunale di Casa Riformista, Pio Cisternino (in foto), incalzato dalle nostre domande, interviene nel dibattito sulla frattura del centrosinistra e replica alle ricostruzioni politiche circolate nelle ultime settimane, soffermandosi in particolare sulle dichiarazioni del segretario cittadino del PD, Matteo Masciale. Alla domanda se abbia letto gli articoli che ricostruiscono la rottura del centrosinistra sangiovannese, Cisternino risponde senza nascondere un certo fastidio: «Sì, li ho letti con attenzione, anche se confesso che questo continuo e sterile ritorno sull’argomento comincia a destare una certa noia».

Secondo il consigliere, il continuo confronto pubblico sulle cause della frattura rischia di trasformarsi in un esercizio autoreferenziale che sottrae attenzione ai temi realmente importanti per San Giovanni Rotondo. A suo giudizio, la crisi del centrosinistra non è il risultato di singoli episodi, ma l’espressione di una più profonda perdita di identità politica. «Sembra di assistere a bisticci da asilo “Mariuccia”, dinamiche autoreferenziali che hanno il solo, triste merito di sottrarre tempo ed energie preziose a ciò che conta davvero: occuparsi dei problemi reali della nostra città e, per chi ne ha reale intenzione, della rigenerazione del centrosinistra», afferma Cisternino. «Al netto di questo stucchevole rimpallo, vi ritrovo purtroppo il resoconto di una parabola politica di certi interpreti che ha preferito l’algebra dei posizionamenti personali e dei diktat sovracomunali alla geometria del dialogo con il territorio. Questa scomposizione non nasce da incidenti di percorso, ma da una crisi d’identità profonda».

«La narrazione
sulle ambizioni personali
non corrisponde ai fatti»

Nel corso dell’intervista affrontiamo anche il riferimento esplicito a lui e a Casa Riformista contenuto nella ricostruzione del segretario del Pd. «Matteo Masciale, come diversi altri di quella coalizione, molto semplicemente continua una narrazione che non esiste. È singolare leggere di presunte “ambizioni personali” o di ruoli pretesi, quando la realtà di quelle settimane racconta l’esatto contrario. Fu proprio Masciale, nel pieno delle difficoltà del “campo largo”, a propormi uno schema che vedeva Giuseppe Siena candidato sindaco e me come vicesindaco. Uno schema formale che, successivamente, le delegazioni, Pd compreso, siglarono».

Cisternino ricostruisce poi il passaggio successivo delle trattative. «Anche dopo il repentino dietrofront di Foggia, dove si decise di sacrificare Siena in nome di equilibri di partito per sostenere Rossella Fini, Masciale ci chiese di tenere in piedi quell’alleanza mantenendo lo stesso schema di ruoli, sostituendo soltanto il nome del candidato sindaco. Questa volta, però, sotto forma di un accordo riservato tra lui e noi. A quell’incontro partecipai insieme a Giuseppe Miglionico. Rifiutammo per dignità e per rispetto di un percorso comune. Non si possono trattare le persone, o candidati sindaci già individuati all’unanimità, come “oggetti sacrificabili”. Se oggi si vuole ricostruire, bisogna avere il coraggio della verità».

«Il centrosinistra
va rigenerato»

Sul futuro del campo progressista, il consigliere non chiude la porta a un nuovo percorso unitario, ma fissa alcune condizioni. «Le ferite politiche non si rimarginano con i cerotti del tatticismo o con un colpo di spugna. Si sanano solo rigenerando l’idea stessa di centrosinistra. Noi stiamo lavorando esattamente a questo: alla costruzione di un nuovo centrosinistra che sia democratico, progressista e riformista. Un progetto maggioritario che rimetta al centro il pluralismo e la pari dignità di tutte le forze politiche. Se c’è la volontà di ridefinire uno stile politico basato sul rispetto umano, sulla partecipazione reale e su un’idea di sviluppo, noi ci siamo. Ma i presupposti devono essere radicalmente diversi dal passato, a partire dalla necessità di rivedere metodi che hanno avuto il solo merito di “bruciare” risorse».

«La mia distanza
dal centrodestra
è siderale»

Infine, Cisternino respinge le letture di chi lo vorrebbe politicamente più vicino all’attuale maggioranza di centrodestra. «Trovo questa lettura non solo pretestuosa, ma culturalmente e politicamente infondata. La mia distanza dai partiti della destra è siderale, pubblica e appassionata. A dimostrarlo sono il mio lungo percorso politico e civico. La mia diversità dal centrodestra affonda nei valori costituzionali della Resistenza. Sono, senza dubbio, molto più radicato in questi valori di quanto non lo siano diversi interpreti della coalizione di Masciale, molti dei quali vantano una lunga e ufficiale storia di candidature e ruoli di governo proprio nel centrodestra locale».

Il consigliere conclude ribadendo quale sarà la linea del suo impegno istituzionale: «La mia bussola è esclusivamente il bene di San Giovanni Rotondo. Confondere il rigore istituzionale e l’assenza di pregiudizio ideologico con una presunta vicinanza politica è un vecchio trucco di chi non ha argomenti programmatici né una visione da offrire».

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