Alla Biblioteca comunale “Michele Lecce” si è svolta la commemorazione dedicata alla nascita del suo illustre donatore, il professor Michele Lecce.
Un momento sentito, promosso dai fratelli Damiano e Cosimo Fiore, per ricordare la figura di un uomo che ha consegnato alla città un presidio culturale di straordinario valore. All’incontro sono intervenuti il presidente dell’associazione “Cala la Sera” e gestore della biblioteca, Pio Gravina, la professoressa e storica Rosa Di Maggio e i pronipoti di Lecce, l’ingegnere Franco Tedesco e la consorte. Nel suo intervento, la prof.ssa Di Maggio ha tracciato un profilo storico del Meridione al tempo della nascita di Lecce, ricordando il ruolo centrale di Napoli come capitale culturale europea e sottolineando l’importanza del gesto “economico e culturale” compiuto dal donatore.
La figura di Michele Lecce, uomo di grande erudizione con lauree in Filosofia, Lettere, Scienze Politiche e Giurisprudenza, è stata rievocata anche attraverso un aneddoto raccontato dall’ing. Tedesco: “Lecce subì persecuzioni durante il regime fascista per il suo impegno nel mondo della stampa e per la direzione di diverse società editrici. Collaborò inoltre alla stesura di testi legislativi che avrebbero contribuito alla futura Costituzione italiana, firmando numerose pubblicazioni giuridiche”.
Nonostante la brillante carriera che lo portò a Padova negli anni dell’Unità d’Italia, Lecce mantenne sempre un forte legame con San Giovanni Rotondo, dove tornava regolarmente in estate, coltivando un rapporto aperto e rispettoso con la comunità locale.
La biblioteca, realizzata secondo una disposizione testamentaria, venne concretizzata grazie alla dedizione della moglie Nerina e al contributo progettuale dell’ing. Tedesco. Oltre alle risorse economiche, Lecce donò un vasto patrimonio librario e molte sue opere, arricchendo così un fondo culturale di alta qualità.
La città, riconoscente, ha dedicato al donatore anche l’Istituto Alberghiero che porta il suo nome. Durante la commemorazione, i pronipoti hanno lanciato un appello affinché la biblioteca continui a essere un centro culturale vivo e dinamico, aperto anche alla funzione di pinacoteca per gli artisti del territorio. La struttura ospita già opere di diversi autori locali, tra cui quelle del compianto Antonio Ciccone.
A chiudere l’incontro, l’intervento dell’imprenditore Damiano Fiore , che ha ribadito “l’alto valore morale” della donazione di Michele Lecce e della moglie Nerina: un gesto destinato a rendere immortale la loro memoria attraverso la cultura.















