Agenzia Valerio

Una interrogazione firmata dal consigliere Antonio Pio Capucci riporterà al centro del dibattito politico la Casa del Commiato.

«La delibera del 2018, che ha autorizzato la realizzazione della Casa del Commiato da parte di un privato, fu inquadrata come di “interesse pubblico”- spiega il consigliere Antonio Pio Cappucci-.  Una delibera che votai anche io, salvo poi rendermi promotore di una nota indirizzata al segretario generale in cui chiedevo alcuni aspetti riguardante la legittimità della stessa delibera. Fu una scelta molto discussa, dove ci sono state numerose deroghe a tutti i vincoli. Oggi il privato che ha realizzato, e gestisce la Casa del Commiato, nel mese di dicembre, ha presentato un aggiornamento del corrispettivo, direi molto ragguardevole. Stiamo parlando del costo che i cittadini devono sostenere per poter usufruire della struttura. Chiedo nell’interpellanza come mai il Comune non esercita un potere di controllo sull’adeguatezza degli aumenti, anche perché la sala, appunto, è di interesse pubblico. Cioè, le deroghe per la realizzazione sono state possibili grazie a questo elemento, quindi deve avere principalmente questa funzione».

Dalla interrogazione del consigliere del Gruppo Misto viene evidenziato che il costo con questi aumenti, in caso di permanenza per 24 ore della salma, può arrivare anche a 3.500 euro.

Cappucci chiede all’amministrazione “quali sono state le determinazioni assunte rispetto alla comunicazione di aggiornamento dei costi e se è conforme alla convenzione e agli atti deliberativi approvati dal Comune, anche tenuto conto del servizio pubblico più volte richiamato negli atti deliberativi e contrattuali sottoscritti”.

La questione verrà affrontata nella seduta del prossimo Question Time che si terrà lunedì 25 marzo.

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