Agenzia Valerio

Sabato il collettivo politico BiliOn ha organizzato un presidio in piazza, “Confrontiamoci, educhiamoci e organizziamoci insieme per agire attivamente contro la violenza di genere”.

“Alla luce delle notizie di questi giorni, che purtroppo non saranno le ultime, perpetriamo il cammino costante di lotta e solidarietà che ci vede schierate ogni giorno per le sorelle che non hanno voce, arrivando unite il 25 novembre per un presidio di piazza. Una data simbolica ma per noi fondamentale, per rivendicarla fuori da ogni convenzionalità e spicciolo sentimentalismo”. Si legge in una nota inviata dal collettivo BibliOn che ha organizzato un presidio in piazza Don Bosco a San Giovanni Rotondo, sabato 25 novembre, alle ore 19:00.

“Riflettere sulle dinamiche sistemiche, sull’impronta patriarcale della cultura, dell’informazione e dell’impianto sociale tutto. Occupare la piazza con i nostri corpi e le nostre energie. Confrontarci, educarci e formarci per una maggiore consapevolezza. È questo ciò che ci spinge ad alzare la testa e a guardare l’intera struttura, il passo essenziale per decostruirla, senza mai arretrare. Gli ultimi giorni sono stati bui, come lo sono tutti i giorni in cui ci troviamo ad affrontare il dolore per la perdita di una sorella. Ma affinché questo dolore e questa rabbia siano funzionali, non possiamo fermarci. Similmente a come abbiamo agito in occasione dell’8 marzo 2022, abbiamo sentito l’urgenza di lasciare in maniera permanente nelle strade della nostra città frasi forti: non si tratta solo di slogan, ma di autentiche azioni di supporto e incoraggiamento, con la speranza che possano sollecitare la cittadinanza tutta a essere parte attiva di un cambiamento volto alla giustizia di genere sociale, culturale, politica ed economica. Un cambiamento non più auspicabile, ma NECESSARIO. Rivendichiamo ogni gesto, ogni parola, ogni posizione ideologica e ogni osteggiato diritto umano, perché ognuna di noi è vittima, ognuna di noi è parte lesa, ma nessuna di noi è sola. Denunciamo le narrazioni sensazionalistiche, che presentano l’accaduto come un fenomeno emergenziale o episodico, e quelle romanticizzanti, che manipolano e minimizzano la relazione di coppia. Denunciamo le cronache che tollerano e incoraggiano la violenza del carnefice piuttosto che smascherare la cultura patriarcale, insieme agli stereotipi che crea e rafforza”. Aggiungono gli organizzatori del presidio.

“Denunciamo un giornalismo deontologicamente non professionale e insensibile che discrimina, offende e fa ulteriore violenza sui nostri corpi e sulle nostre vite, compiacendosi dell’audience mediatica. Partiamo dal principio umano inalienabile di sentirci rappresentate, tutelate e comprese, forti della consapevolezza delle dinamiche di narrazione mediale violenta di questi giorni, per muoverci in un presidio permanente davanti al comune del nostro paese, creando uno spazio di autodeterminazione nel quale far sentire le nostre voci, potenziare quelle ancora taciute e ricordare quelle ormai spente.” Concludono.

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