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Arte e teatro per raccontare le storie dei migranti, da Foggia a Bari per unire i popoli. Concluso il progetto “Racconti dal Mediterraneo”.  

Mamadou Diakite ha portato in scena la sua storia, il viaggio che dalla Costa d’Avorio lo ha portato in Italia. Come per tanti migranti che hanno attraversato deserto, Libia e Mare Mediterraneo, anche il suo è stato un percorso durissimo, pieno di difficoltà, di paure, di incontri.

Sul suo viaggio ha pensato di scriverci un testo, che Stefania Marrone della Bottega degli Apocrifi di Manfredonia ha contribuito a far diventare un monologo teatrale. Da qui, è nato il suo “Racconto personale”, lo spettacolo teatrale che nei giorni scorsi ha condiviso a “Casa dei Diritti”, facendo vivere un momento di riflessione e condivisione con i migranti presenti. «Racconto i primi tre giorni del mio viaggio, iniziato nell’ottobre 2016 e terminato nel marzo 2017. Racconto ciò che mi è accaduto per strada, l’incontro con altre persone che con me si sono messe in viaggio, dei trafficanti che ci accompagnavano. Racconto del sostegno che ci siamo dati a vicenda per farci forza, perché ognuno di noi aveva un obiettivo comune: quello di arrivare in Italia».

La sua è una delle voci che hanno accompagnato la terza edizione del progetto “Racconti dal Mediterraneo”, che nel mese di dicembre ha sviluppato un percorso di animazione territoriale che partito da Foggia ha fatto tappa a Bari e Manfredonia, con l’obiettivo di raccontare e far conoscere storie, vite e volti dei migranti attraverso varie forme di arte. In particolare, quella del teatro. Il progetto promosso dalla cooperativa sociale Medtraining e finanziato dalla Regione Puglia – Sezione Relazione Internazionali – nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Iniziative per la pace e per lo sviluppo delle relazioni tra i popoli del Mediterraneo”, è giunto a conclusione del suo cammino.

Anche la nuova edizione del progetto, quindi, ha messo al centro del suo percorso le storie custodite dai migranti. Storie che raccontano vita, sogni, sofferenza, paure, riscatto, coraggio. E lo ha fatto attraverso un particolare programma di interventi che oltre a Manfredonia-Siponto ha toccato tutte le città coinvolte. A Foggia è stato possibile assistere allo spettacolo teatrale “Voci nella notte” a cura della compagnia “Teatro dei Limoni”; a Bari, invece, l’auditorium di “Casa delle Culture” ha accolto lo spettacolo teatrale “Padrone mio” a cura della compagnia teatrale “Carsica”.

Inoltre, sempre nel cortile di “Casa dei Diritti” di Siponto, sotto la guida dell’artista senegalese Mouhamed Nabi Niasse si è svolto il laboratorio artistico interculturale rivolto ad adulti e bambini per realizzare un murales. All’iniziativa hanno partecipato anche diversi beneficiari dei progetti Sai – Sistema di Accoglienza ed Integrazione – che attraverso i disegni hanno raccontato un po’ dei loro Paesi d’origine, della loro storia, delle loro culture. «Anche con questa edizione l’obiettivo era di mettere al centro della riflessione le storie delle persone, per invitare le nostre comunità alla scoperta dell’altro, alla conoscenza delle diverse culture, al contagio interculturale con l’idea di superare paure, pregiudizi, stereotipi» dice Carlo Papa, di Medtraining.

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