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La questione rimane aperta soprattutto  in Forza Italia, il ministro potrebbe non firmare la nomina di D’Errico e aspettare le elezioni regionali.

Non è compito del Presidente della Regione Puglia, o sì? Cavilli burocratici a parte non pare si risolva così facilmente la nomina del sostituto di Pasquale Pazienza alla guida dell’Ente Parco Nazionale del Gargano. L’iter immaginato da molti era un passaggio “naturale” dalla nomina di commissario a quella di presidente del forzista foggiano Raffaele di Mauro.  Al presidente uscente della Regione Puglia la nomina non è piaciuta: “Il Ministro ha nominato il candidato sindaco del centrodestra che aveva perso le elezioni comunali a Foggia e un funzionario di partito di Fratelli d’Italia. Ho chiesto all’Avvocatura di agire nei confronti del Ministro”- aveva dichiarato prima di agire. Il 4 settembre il governatore ha espresso un nome diverso da quello del Ministro, pescando dalla triade proposta al ministero, scegliendo così l’imprenditore di Rodi Garganico Vincenzo D’Errico.

Ma i colpi di scena potrebbero non finire qui. La questione rimane aperta soprattutto in Forza Italia. Voci vicine al ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin riferiscono che c’è stato il superamento o meglio il tradimento del patto politico interno, accusando il deputato azzurro, ex grillino, Giorgio Lovecchio. Nella terna azzurra offerta da Forza Italia al Ministro e composta da Raffaele Di Mauro, Vincenzo D’Errico e la vichese Tiziana Casavecchia, era chiaro sin dall’inizio che il presidente sarebbe dovuto essere Raffaele Di Mauro. Il suo nome aveva avuto l’Ok di entrambe le commissioni Ambiente, di Camera e Senato.

Cosa dice la procedura? Non è Emiliano che può nominare il presidente, è il ministro che deve firmare il decreto di nomina. Un decreto che al momento non c’è e che potrebbe essere rinviato e “congelato” a dopo le elezioni regionali pugliesi, quando ci sarà un nuovo presidente della Regione Puglia.  Forza Italia punta così alla riapertura di tutto l’iter e in una nuova terna, in cui sarà riproposto il nome di Raffaele Di Mauro, che oggi rimane commissario.

Bang!

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