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Diciotto voti contrari alla proposta del Governo per la guida dell’ente. Respinta anche la nomina di Colucci all’Alta Murgia. Le opposizioni si astengono e parlano di “cortocircuito”, il M5S attacca: “Figuraccia nazionale”.

Si arena in Commissione Ambiente della Camera la nomina di Vincenzo D’Errico alla presidenza del Parco Nazionale del Gargano. La proposta avanzata dal ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, è stata respinta con 18 voti contrari, evidenziando una spaccatura all’interno della stessa maggioranza di governo. Stessa sorte è toccata alla candidatura di Giuseppe Colucci alla presidenza del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, bocciata con 19 voti contrari.

A rendere noto l’esito delle votazioni è stato il deputato del Partito Democratico Marco Simiani, che ha parlato di una maggioranza “nel caos”. “Arrivano in Commissione candidati indicati dalla stessa maggioranza che poi non vengono sostenuti dai suoi componenti”, ha dichiarato. Simiani ha inoltre precisato che, in entrambi i casi, il Partito Democratico e tutte le altre forze di opposizione hanno scelto di non partecipare al voto. Sulla stessa linea la deputata del Movimento 5 Stelle Daniela Morfino, che ha definito quanto accaduto “un cortocircuito che non dimenticheremo”.

Le due proposte di nomina avevano comunque completato l’iter preliminare previsto dalla normativa, ottenendo il via libera dell’allora presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, chiamato a esprimere l’intesa sulle designazioni ministeriali. Intanto, per il Parco Nazionale del Gargano, con sede a Monte Sant’Angelo (in foto), resta confermata la gestione commissariale. L’ente continua infatti a essere guidato da Raffaele Di Mauro, il cui incarico di commissario straordinario è stato rinnovato lo scorso gennaio.

Sulla vicenda è intervenuto anche l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Mario Furore, che ha ricostruito le tappe della nomina parlando di una gestione segnata da tensioni interne alla coalizione di governo. Secondo Furore, dopo quella che definisce “la fallimentare esperienza della presidenza di Pasquale Pazienza, voluta dalla Lega”, Forza Italia avrebbe rallentato per mesi la nomina del nuovo presidente nel tentativo di sostenere la candidatura di Raffaele Di Mauro, attuale commissario del Parco.

L’eurodeputato pentastellato definisce inoltre la terna predisposta dal ministro Pichetto Fratin “una mera operazione di facciata e un’evidente farsa”, sottolineando che il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, aveva indicato proprio Vincenzo D’Errico tra i nomi proposti. La successiva bocciatura in Commissione, secondo Furore, rappresenta una sconfessione dello stesso ministro. “Quanto accaduto alla Camera è una figuraccia nazionale che certifica il caos che regna nella maggioranza guidata da Giorgia Meloni. Ancora una volta gli interessi dei partiti prevalgono su quelli del territorio e delle istituzioni”, conclude Furore.

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