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I sindaci del territorio augurano buon lavoro al commissario del Parco, «spero segni un cambio di passo nelle attività dell’ente», scrive la consigliera regionale del M5s, Rosa Barone.

In sindaci augurano buon lavoro al neo commissario del Parco Nazionale del Gargano, il forzista Raffale Di Mauro che guiderà l’ente.  Di Mauro esordisce dichiarando che “è necessario avere un rapporto con le associazioni ambientaliste”,  cosa che invece il prof. Pasquale Pazienza non ha mai cercato. «L’istituzione Parco deve tornare ad essere un luogo aperto, nel quale la popolazione possa riconoscersi, innanzitutto ricostruendo una fattiva collaborazione ed un proficuo dialogo con i sindaci della Comunità del Parco e con le associazioni ambientaliste»- scrive Di Mauro.

«Mi congratulo con te per questo bel riconoscimento! Ci aspetta un lavoro corale, troverai noi Sindaci al tuo fianco per il bene autentico del nostro amato Gargano»- saluta così la nomina il sindaco di Mattinata, Michele Bisceglia.  «Siamo fiduciosi sui risultati che saprà ottenere, valorizzando adeguatamente uno dei tesori paesaggistici e naturalistici più importanti d’Italia. In altri contesti, Di Mauro ha dimostrato sensibilità per il valore della cultura e delle differenti declinazioni che assume sui diversi territori»- dichiara il sindaco di San Giovanni Rotondo, Filippo Barbano.

Interviene anche la consigliera regionale del M5s, Rosa Ba­rone. «La nomina di Raffaele Di Mauro a commissario del Parco Nazionale del Gargano spero segni un cambio di passo nelle attività dell’ente, in questi anni assente ai ta­voli istituzionali, mentre avrebbe dovuto essere un supporto e una guida per i Comuni del Gargano. L’oasi di Lago Salso, ormai deva­stata dall’incendio dello scor­so fine settimana, è stata la­sciata per anni in uno stato di abbandono, con le dramma­tiche conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. A Raffaele di Mauro vanno i miei migliori auguri di buon lavoro. Una volta formaliz­zato il suo insediamento chie­derò di incontrarlo per af­frontare insieme alcune delle questioni per troppo tempo lasciate in sospeso. Il lavoro in sinergia è la chiave perché il Parco torni ad avere la centralità e lo splendore di un tempo». Conclude Barone

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