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“È necessario erogare i fondi che spettano a Casa Sollievo della Sofferenza. Per la sua inerzia via 80 tra infermieri e Oss”, dichiara il consigliere di Fratelli d’Italia.

“L’ennesima dimostrazione della disastrosa gestione della sanità pugliese da parte di Emiliano è quella del mancato rinnovo del contratto a 35 infermieri e 45 Oss dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Un polo di eccellenza che ha erogato prestazioni, negli anni, che non gli sono state riconosciute dalla Regione Puglia perché, al contrario degli ospedali che fanno parte della rete pubblica, ha un suo budget superato il quale la Regione non rimborsa”. Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis.

“Partendo dal presupposto che un ospedale non può certo rifiutarsi di accogliere un paziente in Pronto Soccorso oppure di intervenire in quei casi in cui si verificano trasferimenti da altre strutture, è di acclarata evidenza che l’Ospedale di San Giovanni Rotondo è un centro di eccellenza a livello regionale e nazionale. Produce mobilità attiva, cioè attira pazienti che provengono da altre regioni italiane e dall’estero, contrariamente ad altre strutture, e, di conseguenza, genera ricchezza che, però, viene incamerata dalla Regione senza ricadute sul sistema sanitario di Casa Sollievo. L’Ospedale di San Pio, quindi, non solo non rappresenta un costo, ma si vede addirittura penalizzato dalla Regione che non eroga risorse in più rispetto alle maggiori prestazioni effettuate, considerando che ci guadagna attraverso la mobilità attiva”. De Leonardis conclude: “Emiliano e Palese intervengano rapidamente affinché si possa sensibilmente aumentare il budget di Casa Sollievo per gli anni a venire, non limitandosi a palliativi come quelli riguardanti le somme, peraltro esigue, stanziati per cercare di abbattere le liste di attesa. Si riconoscano le prestazioni in più che eroga l’ospedale. Emiliano si mostri attento alla salute dei pugliesi, anziché alle prebende verso i componenti del suo variegato staff, e dia finalmente la possibilità a strutture ospedaliere di fama mondiale, come quella di San Giovanni Rotondo, di continuare a operare e a farlo nelle migliori condizioni possibili”. Conclude De Leonardis.

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